Lunedì, 19 Aprile 2021
Milano

Mutilato, chiuso in una valigia e bruciato: svolta nel giallo horror di Milano

Novità per il "giallo della Bovisasca": l'uomo trovato cadavere a Milano all'interno di una valigia sarebbe stato ucciso al termine di una grigliata consumata a casa di un 37enne. Quest'ultimo avrebbe accoltellato la vittima, prima di sgozzarla

Due uomini sono stati fermati nell'ambito delle indagini sul giallo della Bovisasca. Secondo quanto apprende Milano Today da fonti investigative, si tratterebbe di due uomini di origine colombiana arrivati in città nei giorni scorsi. Uno di loro sarebbe stato bloccato dalla polizia questo pomeriggio mentre tentava di ritornare in Sudamerica partendo dall'aeroporto di Malpensa.

Aggiornamento: l'uomo trovato morto a Milano sarebbe stato ucciso al termine di una grigliata consumata a casa di un 37enne. Quest'ultimo avrebbe accoltellato la vittima, prima di sgozzarla per poi farla a pezzi con un'accetta e chiuderla all'interno di una valigia per poi dargli fuoco. 

Il giallo della Bovisasca

Sarà l'autopsia a tentare di dare un'indentità ai resti di un corpo, mutilato e chiuso in una valigia a cui poi è stato dato fuoco, trovato nella serata di sabato 30 marzo in via Cascina dei Prati a Milano (zona Bovisasca, periferia Nord di Milano).

Sul caso stanno lavorando gli agenti della Questura di Milano, ma per il momento c'è nessuna certezza neppure se i poveri resti appartengano ad un uomo o una donna: l'anatomopatologa Cristina Cattaneo dovrà provare a dipanare i primi dubbi di un caso che si presenta come un vero e proprio giallo. L'area scelta per compiere l'efferato delitto è priva di telecamere.

Gli investigatori della Squadra Mobile stanno indagando a 360 gradi senza escludere nessuna pista benché sembrerebbe essere un omicidio maturato in seguito a un raptus di follia, seguito da un tentativo di occultare il cadavere. Quello che è certo è che il killer ha scelto di sbarazzarsi del corpo sapendo come lasciare pochissime tracce. 

Cadavere a Milano, l'autopsia

Gli accertamenti al medico legale dovranno chiarire quando è avvenuto il decesso e con che utensile sia stato sezionato il cadavere. Secondo una prima ricostruzione sembra che il cadavere - decapitato, con le braccia e le gambe amputate - sia stato chiuso in una valigia che successivamente è stata depositata accanto a un gabbiotto, chiuso con un lucchetto, in cui vengono riposti sacchi di rifiuti del condominio. Chi ha fatto divampare l'incendio (e non è chiaro se è stata la stessa persona che ha commesso l'omicidio, sezionato e abbandonato la salma) pare abbia usato del liquido infiammabile contenuto in una tanica, trovata vicino al rogo. Sempre tra l'immondizia è stata trovata anche una bombola del gas che non è stata coinvolta dalle fiamme.

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L'allarme era scattato intorno alle 22.15 di sabato 30 marzo quando alcuni condomini avevano chiamato i vigili del fuoco per segnalare l'incendio dell'area rifiuti condominiale. Sul posto era intervenuta un'autobotte di via Messina e i pompieri, al termine dello spegnimento del rogo, avevano trovato la salma carbonizzata.

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