Venerdì, 5 Marzo 2021
Firenze

Cadaveri nelle valigie: la svolta grazie a un tatuaggio?

Gli investigatori stanno cercando di risalire alle identità dell'uomo e della donna, i cui corpi fatti a pezzi sono stati trovati in alcune valigie abbandonate in un terreno vicino al carcere di Sollicciano, a Firenze

La polizia sul luogo del ritrovamento delle valige (FOTO ANSA)

Potrebbe esserci una prima svolta nel giallo dei due cadaveri, un uomo e una donna, trovati a pezzi dentro tre valigie, rinvenuto poi in un terreno tra la Fi Pi Li e il carcere di Sollicciano, a Firenze. Su uno dei due corpi è stato trovato un tatuaggio a forma di ancora con sotto il nome di una città albanese. Un dettaglio che potrebbe rivelarsi fondamentale per identificare le due vittime. Il tatuaggio, da quanto riporta Repubblica, è stato trovato sull'avambraccio dell'uomo: adesso gli investigatori stanno confrontando queste informazioni con i fascicoli sulle persone scomparse.

Cadaveri nelle valigie: la pista della coppia scomparsa

Uno dei casi che ha attirato l'attenzione degli agenti è quello di Shpetim e Teuta Pasho, marito e moglie di origini albanesi scomparsi a Castelfiorentino nel 2015, per cause mai chiarite. All'inizio del novembre del 2015, da Scandicci sparì nel nulla una coppia di albanesi, marito e moglie, giunti in Italia da meno di un mese: Shpetim e Teuta Pasho, 54 e 52 anni. Il 2 novembre 2015 la figlia ricevette una telefonata da un numero anonimo in cui la madre le diceva di non voler rispondere a nessuno. Da allora, nessuna notizia.Fu la figlia Dorina a dare l'allarme sulla loro scomparsa: chiamò la trasmissione "Chi l'ha visto?" di Rai 3 e sui social pubblicò la foto della madre e del padre per cercare aiuto e ritrovarli. Ora il ritrovamento dei due corpi, vittime di un brutale omicidio e di un macabro spezzettamento dei cadaveri, fa pensare che si tratti prorio dei coniugi Pasho.

Un altro particolare che non sembra sfuggito agli investigatori riguarda il figlio della coppia: all'epoca della loro scomparsa era detenuto proprio nel carcere di Sollicciano per reati di droga. Shpetim e Teuta Pasho vivevano in Albania e venivano periodicamente in Toscana, dove vivevano i loro figli. Il 4 ottobre 2015 arrivarono in Italia dove trascorsero un mese. Dal 2 novembre 2025, quando la figlia ricevette la telefonata da un numero anonimo in cui la madre le diceva di non voler rispondere a nessuno, nessuna notizia. I due coniugi avevano anche parlato di andare in Germania ma i riscontri non hanno mai dato esito.

I resti umani, secondo quanto si appreso, erano avvolti all'interno delle valigie con cellophane e nylon, tutti legati il nastro adesivo. Proseguono le ricerche per individuare anche una possibile quarta valigia con altri pezzi umani. Intanto le indagini proseguono in diverse direzioni, con dettagli inquietanti che emergono dai ritrovamenti: i cadaveri erano avvolti da cellophane e nylon, tutti legati con del nastro adesivo e “protetti” da una sorta di imballaggio.Il busto e la gamba dell'uomo erano in una valigia, in una seconda sono state trovate le gambe della donna e nella terza la parte superiore del corpo. Le valigie erano distanti una decina di metri l'una dall'altra e sembra siano state lanciate da una vettura in movimento.

L'autopsia sul corpo della donna: "Massacrata e asfissiata"

Massacrata di botte, mentre era distesa a terra, e poi asfissiata: sarebbe morta così, secondo quanto si è appreso, la donna fatti a pezzi e ritrovata in una valigia in un campo a ridosso della recinzione del carcere fiorentino di Sollicciano. I primi elementi sulle cause della morte sono arrivati questa sera dall'autopsia che è stata svota all'Istituto di Medicina legale di Careggi. L'ipotesi ricostruita dal medico legale è che la donna, di mezza età, deceduta da almeno oltre un anno, sarebbe stata distesa poco prima di morire. Sopra il suo corpo si sarebbe seduto l'assassino, facendo pressione sullo sterno. L'assassino l'avrebbe poi presa a pugni. Sul volto e sulla testa della donna ci sarebbero numerose escoriazioni e contusioni. Diverse le costole fratturate accertate dall'autopsia.

Le indagini: si cerca una quarta valigia

Questa mattina un'unità specializzata nella ricerca di cadaveri - proveniente dal nucleo carabinieri cinofili di Bologna - ha setacciato l'area dopo che ieri il nucleo investigativo del colonnello Carmine Rosciano ha recuperato i resti di un secondo corpo in una valigia. Resti del corpo di una donna, però solo parziali, motivo per cui si sta cercando una quarta valigia della morte. Nei prossimi giorni l'area verrà disboscata per agevolare le ricerche

I tessuti sono venuti alla luce durante un sopralluogo a un centinaio di metri dal punto del primo macabro ritrovamento: i resti saponificati di un uomo, di età compresa tra quaranta e sessant'anni, di carnagione chiara, ucciso con un fendente alla gola. Un altro indizio utile sarebbe rappresentato dal recupero di un brandello di stoffa invernale che farebbe ipotizzare come le morti siano sopraggiunte ben oltre i sei mesi - come fino ad ora supposto - arrivando persino allo scorso inverno. 

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