Sabato, 8 Maggio 2021
Bologna

Dimesso dall'ospedale, torna e prende a calci e pugni un operatore del pronto soccorso

E' successo al Maggiore di Bologna. Prognosi di ventuno giorni per l'operatore sanitario e denuncia per l'aggressore

Foto archivio Ansa generica

"Prima ci chiamano eroi e poi ci menano", denuncia il sindacato, dopo l'ennesima aggressione nei confronti di un operatore sanitario. Questi i fatti: è stato denunciato per lesioni e porto abusivo di armi un 40enne romeno, con precedenti anche specifici, che sabato mattina ha aggredito un operatore socio-sanitario 57enne al pronto soccorso dell'Ospedale Maggiore di Bologna.

L'uomo era stato dimesso alle 4.30, dopo essere stato medicato per alcune ferite, ma poche ore dopo si è ripresentato all'accettazione lamentando dei dolori allo stomaco, mostrando un atteggiamento aggressivo. Dopo essere stato preso in carico, il 40enne si è messo alla ricerca di una delle persone che lo avevano assistito, e quando ha trovato il 57enne lo ha aggredito con calci e pugni, procurandogli lesioni alla schiena e un labbro tumefatto, giudicate guaribili in ventuno giorni.

Dal triage hanno quindi chiamato una guardia giurata, che ha immobilizzato l'uomo e lo ha poi consegnato agli agenti di una volante, giunti sul posto alle 7.45. Per il 40enne è scattata la denuncia per lesioni, a cui si aggiunge quella per porto abusivo di armi, visto che l'uomo era entrato con un coltello, che comunque aveva consegnato al triage.

Sulla vicenda prende posizione la Cisl Fp dell'Ausl bolognese, che sulla propria pagina Facebook afferma, senza mezzi termini: "Basta con queste aggressioni, non se ne può piu'". E nel condannare "ogni forma di violenza" contro gli operatori sanitari, il sindacato, che ovviamente esprime solidarietà al 57enne e gli fa gli auguri di buona guarigione, aggiunge con amarezza che "prima ci chiamano eroi e poi ci menano". Da parte sua, il segretario della Cisl Fp Area metropolitana bolognese, Stefano Franceschelli, parlando alla 'Dire' assicura che "ci muoveremo, se sarà necessario, per tutelare in ogni sede l'operatore aggredito".

Inoltre, il dirigente sindacale auspica che "riprenda l'adozione dei percorsi di sicurezza per il personale, interrotta a causa dell'emergenza coronavirus". In particolare, Franceschelli fa sapere che "chiederemo che venga potenziata la videosorveglianza, magari utilizzando una parte delle risorse ottenute tramite le donazioni degli ultimi mesi". Questo, conclude, allo scopo di "ridurre i rischi per gli operatori, anche se ovviamente in queste situazioni il 'rischio zero' non esiste". 
 

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