Mercoledì, 22 Settembre 2021
Calcio

Si spengono le luci sul calcio italiano: stop alle partite serali

Entro metà giugno il governo varerà una serie di misure "anti ultras". Tra queste, oltre il daspo a vita per i tifosi violenti, il ministro Alfano sta pensando di relegare le partite allo stadio Olimpico di Roma tra le 15 e le 17

Tre, quattro settimane al massimo. Poi il ministro Alfano dovrebbe varare una serie di misure che (da molto lontano) ricordano quelle di Margaret Thatcher per provare a stoppare l'emergenza ultras. Misure che ad oggi hanno nell'occhio del ciclone soprattutto la Capitale, Roma, scenario della sanguinosa sparatoria prima della finale di Coppa Italia. 

E così su input del prefetto Pecoraro il ministro Alfano potrebbe varare una misura che farà poco felici non tanto i tifosi, quanto chi detiene i diritti televisivi delle due squadre di Roma. Le partite allo stadio Olimpico, infatti, potrebbero essere relegate in due fasce diurne: le 15 per i mesi invernali, le 17 per quelli estivi. 

Ma come spesso accade in Italia, la misura nascerebbe già con una serie di deroghe. La Roma, infatti, si è qualificata per la Champions League. E mai e poi mai l'Uefa, o meglio, Sky, accetterebbe che le partite della massima competizione continentali possano giocarsi in orari lavorativi. E così, "benvenuti in Italia", si potrebbe arrivare al seguente scenario: sabato pomeriggio, ore 15, a Roma arriva - facciamo un esempio - il Chievo Verona. Una squadra (quasi) senza tifoseria. Sicuramente senza "ultras". Ma per motivi di ordine pubblico (inesistenti) la partita si giocherebbe di giorno. Tre giorni dopo, di martedì, all'Olimpico è di scena una squadra inglese o turca. Arriva una tifoseria calda che accorre in massa. Ebbene, lì non ci sarebbe problema di ordine pubblico? La partita, infatti, si giocherebbe come se niente fosse di sera

Quanto a Roma città, dal "decreto" di Alfano dovrebbe uscire una sorta di stretta sulla sicurezza nelle zone circostanti lo stadio Olimpico: in pratica, stando alle indiscrezioni stampa, i settori dello stadio dovrebbero essere ulteriormente divisi per individuare con maggior precisione quei gruppi di tifosi che si macchiano di striscioni e/o cori "violenti". E ancora: decine di telecamere in più nella zona antistante lo stadio e dentro la struttura. E, soprattutto, i ponti che attraversano il Tevere monitorati come se in città si combattesse una nuova guerra mondiale. Benvenuti in Italia.

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