rotate-mobile
Lunedì, 20 Maggio 2024
Calcioscommesse / Bari

"Tutta Italia sapeva che a Bari c'erano giocatori che si vendevano le partite"

Nuovi particolari, inquietanti, emergono dagli interrogatori dei pm baresi. Diversi i giocatori e i club coinvolti. E dall'interrogatorio di Andrea Masiello lo scandalo è destinato ad allargarsi

"Tutta Italia sapeva che a Bari c'erano giocatori che si vendevano le partite". E' quanto emerge da un'intercettazione tra due ex giocatori del Bari contenuta negli atti dell'indagine che ha portato all'arresto di Masiello. Era il 3 febbraio scorso. Protagonisti, Marco Esposito e Cristian Stellini (oggi collaboratore di Antonio Conte alla Juventus). A parlare è Stellini. La partita, un Bari-Genoa. Una delle partite, secondo gli inquirenti, taroccate. "L'anno prima ti ricordi…tu non c'eri a Bari. L'anno prima noi giochiamo a Genova, Bari-Genoa. Arriva uno e mi dice 'in Italia mi dicono che voi fate così". Io gli dico guarda che non è vero niente, io non so niente". Ma l'uomo preme. Racconta Stellini che "quello continua 'sai, visto che ormai la voce si è spara in giro, tutta Bari ha deciso di scommettere. Se voi dovete fare un favore, qua c'è gente che ha messo tanti soldi, fateci la cortesia'". E Stellini conclude: "guarda l'unica cortesia che posso fare è che se puoi togliere i soldi che hai messo, toglili, perchè noi giocheremo la partita per vincere". 

L'interrogatorio di Masiello - Nuovi particolari e nuove rivelazioni sono state fornite da Andrea Masiello nel corso dell'interrogatorio fiume che si è tenuto stamattina nel carcere di Bari. Per questo gli inquirenti hanno deciso di interrogare nuovamente Masiello nel pomeriggio e di secretare il tutto. Da quanto si apprende, infatti, le rivelazioni di Masiello portebbero a nuovi arresti nel giro delle prossime ore. L'interrogatorio, che ha seguito quello di garanzia di stamattina davanti al gip Giovanni Abbattista, è condotto dal procuratore della Repubblica Antonio Laudati e dal sostituto Ciro Agnelillis. La nuova audizione si è resa necessaria dopo la ammissioni che Masiello ha annunciato di voler fare ai pubblici ministeri sulle partite truccate dei campionati di calcio 2009-2010 e 2010-2011. 

Le immagini dell'interrogatorio di Andrea Masiello

Tremano in molti - Leggendo le parole dell'interrogatorio dello scorso 27 gennaio di Marco Rossi, ex compagno di squadra di Masiello, si evince che a rischio non sono solo Bari e Lecce ma anche Bologna, Sampdoria, Palermo, Genoa. Rossi infatti racconta di "aver ricevuto da Masiello proposte correttive per almeno 4 partite": Palermo-Bari, Bari-Lecce, Bologna-Bari e, soprattutto, Bari-Sampdoria, partita per la quale "Masiello mi ha proposto che ci sarebbero stati 400mila euro in caso di sconfitta". 

Masiello punto di riferimento -  L'ex capitano del Bari, ora all'Atalanta, era il "punto di riferimento" per truccare le partire del Bari, si legge negli atti. Ma non era il solo ad agire, pensano gli inquirenti. Un'ipotesi che trova conferma in una 'chiacchierata' - riposta l'Ansa -  tra il factotum del Bari Angelo Iacovelli e il ristoratore Nicola De Tullio (entrambi indagati), intercettata dai carabinieri. L'intercettazione ambientale è del 21 dicembre dell'anno scorso, il giorno del blitz che porta in carcere l'ex capitano dell'Atalanta Cristiano Doni. "E scusa - chiede Di Tullio - è possibile Masiello...tutto da solo faceva". Iacovelli, che del Bari conosce molte cose, risponde così: "Sicuramente non è che te lo vengono a dire. Non poteva mai fare da solo«" Parole che il ristoratore capisce perfettamente. "Quelli - dice infatti riferendosi ai calciatori arrestati a Cremona - sono i veri colpevoli...i giocatori, il sistema e cose…". 

I Masiello's boys - Marco Rossi (che però sta collaborando con gli inquirenti), Alessandro Parisi, Simone Bentivoglio, Nicola Belmonte. Molti di loro sono presenti in diverse occasioni in cui Masiello propone la combine e, anche se hanno sempre negato ogni coinvolgimento, la loro posizione è tutt'altro che chiarita. Raccontando la proposta che arriva da Masiello prima di Bari-Lecce, ad esempio, Rossi dice che nella stanza d'albergo "eravamo gli stessi di Palermo-Bari, quindi io, Masiello, Parisi e Bentivoglio". Secondo i pm - riposta sempre l'Ansa - Parisi è presente, assieme a Belmonte, anche quando Masiello propone di truccare Udinese-Bari. Così come Belmonte è protagonista di un episodio che i pm ritengono interessante: secondo quanto racconta Masiello infatti, l'attuale giocatore del Siena è in contatto con Antonio Bellavista, finito in carcere nell'inchiesta di Cremona per il suo collegamento con il gruppo degli zingari ed indagato a Bari. Complessa anche la situazione di Daniele Portanova, il difensore del Bologna che incontrà gli emissari di Masiello prima della partita con il Bari, poi persa in casa 4-0 dalla squadra emiliana. Iacovelli racconta ai pm che quando Masiello, dopo il fallimento di Palermo-Bari gli disse "ci rifacciamo su Bologna-Bari" fece il nome di qualcuno nel Bologna. Chi? chiede il pm. "Portanova" risponde Iacovelli.

 Arrestati insieme a Masiello, Gianni Carella e Fabio Giacobbe, amici dell'ex capitano del Bari, temono che uno accusi l'altro. E, soprattutto, che oggi nel suo interrogatorio Masiello crolli, facendo nuove ammissioni. In attesa dell'audizione, le dichiarazioni dei dei due, anche se contrastanti, trasformano le ipotesi accusatorie in quasi certezze: il derby Bari-Lecce (0-2) fu truccato per 230 mila euro, ad alcuni calciatori biancorossi furono sventolati sotto gli occhi soldi per la combine di quella gara (ma l'offerta fu rifiutata). Giacobbe e Carella, davanti al gip Giovanni Abbattista, si sono difesi respingendo le accuse di Masiello che ha detto al pm Ciro Angelillis che sono stati gli ex amici a trascinarlo nel tunnel del calcioscommesse."Andrea Masiello - ha detto Carella - mi chiese di proporre ad alcuni biancorossi di perdere Bari-Lecce, e di dire che le due società si stavano mettendo d' accordo in tal senso". L'episodio raccontato da Carella si svolge durante il ritiro pre-partita. Carella, su invito di Masiello e assieme all'amico difensore, incontra i calciatori Parisi, Bentivoglio e Rossi. Ai tre - è il suo racconto - propone la combine e mostra una mazzetta di soldi (700-800 euro). "Se perderete - dice Carella - ce ne saranno altri". "Parisi si rifiutò - ha aggiunto - mentre gli altri due rimasero in silenzio". Dagli atti emerge invece che Carella ha "sventolato sotto gli occhi" dei tre calciatori "i soldi, come segno tangibile della proposta corruttiva". Carella ha anche parlato del viaggio a Lecce con Giacobbe e Masiello fatto qualche tempo dopo il derby, il 22 agosto 2011. Secondo l'accusa, la trasferta fu fatta per riscuotere i 300 mila euro (divenuti poi 230 mila) promessi da un presunto faccendiere salentino, interessato a far vincere il derby ai giallorossi. Una volta a Lecce, Masiello - secondo Carella - avrebbe lasciato i due amici perchè aveva un appuntamento per cercare uno sponsor. Dopo circa un'ora sarebbe ritornato e, senza riferire l'esito dell'incontro, avrebbe pronunciato un lapidario "è andato tutto bene". Per quanto riguarda l'assegno di 300 mila euro che, secondo Masiello, Carella gli avrebbe fatto vedere per indurre alcuni calciatori biancorossi a perdere il derby, lo stesso Carella ha detto che l'assegno non è mai esistito. Ha quindi ipotizzato che per il derby ci fu una combine tra i calciatori delle due squadre, dato che i biancorossi erano ormai in B e i giallorossi dovevano conquistare la permanenza in A. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Tutta Italia sapeva che a Bari c'erano giocatori che si vendevano le partite"

Today è in caricamento