Lunedì, 14 Giugno 2021
ALLARME CALDO

Caldo, è stato di calamità naturale: "Raccolti bruciati"

Allarme della Coldiretti: danni per duecento milioni di euro nei campi. E' allarme per il livello del Po dal quale dipende gran parte dell`irrigazione dei prodotti più rappresentativi del made in Italy

Proiezione 3bmeteo.com

ROMA - Ammonta ad almeno duecento milioni di euro il conto dei danni causati in un mese dal caldo africano nelle campagne italiane, tra ortaggi, frutta e mais "bruciati", cali di produzione di latte e uova e maggiori costi energetici e di irrigazione, tanto che in alcune zone come la Lombardia è stato chiesto lo stato di calamità

IL BILANCIO - A fare il primo bilancio degli effetti dell`eccezionale ondata di afa è la Coldiretti, con le temperature record di luglio (minime superiori di 3,7 gradi alla media del periodo) che stanno letteralmente "bruciando" la frutta e gli ortaggi, compresi i trapianti di maggio e giugno del pomodoro, così come sono in difficoltà le coltivazioni di mais necessarie per l`alimentazione degli animali che hanno bisogno di una adeguata irrigazione. 

ALLARME PO - Ed è allarme anche per il livello del fiume Po dal quale dipende gran parte dell`irrigazione dei prodotti più rappresentativi del made in Italy. Al calo della produzione dovuto allo stato di sofferenza delle piante si aggiungono dunque - sottolinea la Coldiretti - i maggiori costi per farle sopravvivere.

ALLEVAMENTI - Pesante anche la situazione nelle stalle che pagano il conto più salato con i danni che rappresentano oltre la metà del totale - sottolinea Coldiretti - anche perché le mucche a causa dello stress producono in media a livello nazionale il 10-15 per cento in meno di latte. Un calo che significa una perdita di 100 milioni di litri di latte in un mese. Sono così scattate - sottolinea la Coldiretti - le misure anti afa e gli abbeveratoi lavorano a pieno ritmo perché ogni singolo animale è arrivato a bere con le alte temperature di questi giorni fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi piu` freschi. Ma sono già entrati in funzione - aggiunge la Coldiretti - ventilatori, doccette e condizionatori per rinfrescare le mucche.

API "IMMOBILI" - Pure le api soffrono - rileva la Coldiretti - tanto che per il caldo volano meno e tendono a rimanere a terra senza riuscire piu' a prendere il polline, a conferma di come l`aumento delle temperature provochi pesanti effetti sulle piante e sugli animali come sulle persone. Le api sono un indicatore dello stato di salute della natura e la loro scarsa attività è una prova della grave criticità provocata dalle temperature anomale. Il problema - conclude Coldiretti - non riguarda solo la produzione del miele ma viene a mancare l`indispensabile azione di impollinazione dei fiori, ancora necessaria per le coltivazioni agricole.

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