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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Il lutto / Parma

È morto l'imprenditore Calisto Tanzi

Si è spento a 83 anni. Una vita tra Parmalat, calcio e processi

È morto a 83 anni Calisto Tanzi, imprenditore la cui parabola è iniziata con la crescita della Parmalat ed è terminata con il crac del 2003 e i processi che ne seguirono. Negli anni '60 prese le redini dell'azienda di famiglia, creando un caseificio che poi si ingrandì fino a diventare la Parmalat. Negli anni '80 acquistò il Parma calcio, portandolo in Serie A.

Calisto Tanzi era nato a Collecchio, il piccolo paese a due passi da Parma in cui poi ha costruito il suo impero, il 17 novembre 1938. Diplomato in ragioneria, ha interrotto gli studi alla morte del padre per sostituirlo nella direzione di una piccola azienda familiare di salumi e conserve. Cavaliere del lavoro nel 1984 (poi "declassato" da Napolitano), ha investito nella sua città risorse ingenti per sponsorizzazioni e restauri.

Aveva 22 anni quando fondò nel 1961 la sua impresa del latte prendendo la vecchia azienda del nonno, a conduzione familiare, e trasformandola in una multinazionale con oltre 130 stabilimenti in tutto il mondo. Tanzi aveva di fatto inventato il latte a lunga conservazione ma l'ambizione lo portò ad allargarsi dal settore alimentare (non solo latte ma anche conserve, merendine, yogurt) al turismo, alla tv, e perfino al calcio.

Il suo nome è legato indissolubilmente al maxi crac del 2003 dell'azienda di Collecchio, che aveva contribuito a portare ai vertici dell'industria nazionale dopo una serie di campagne promozionali, durante gli anni '70 e '80, con alcuni protagonisti molti noti del mondo dello spettacolo. Con la scoperta del crac Parmalat, il 22 dicembre 2003 Tanzi venne iscritto nel registro degli indagati ed arrestato cinque giorni dopo. Tornato libero il 27 settembre 2004, dopo 275 giorni trascorsi tra la prigione e gli arresti domiciliari, venne poi rinviato a giudizio con vari capi d'accusa.

Il 18 dicembre 2008 venne condannato dal tribunale di Milano a 10 anni di reclusione per aggiotaggio, in relazione alle vicende del crac Parmalat; successivamente, il 26 maggio 2010, la Corte d'appello di Milano confermò la condanna comminata in primo grado. Il 4 maggio 2011 la Corte di Cassazione confermò in via definitiva la condanna, riducendo tuttavia la pena a 8 anni ed un mese di reclusione per prescrizione del reato. All'indomani del passaggio in giudicato della condanna, la guardia di finanza arrestò Tanzi, conducendolo nel carcere di Parma.

Dopo circa due anni, a seguito dell'aggravarsi delle sue condizioni di salute, a Calisto Tanzi sono stati concessi gli arresti domiciliari in ospedale. Il processo "principale", per bancarotta fraudolenta, celebrato presso il tribunale di Parma, si concluse il 9 dicembre 2010 con la condanna a 18 anni di reclusione

Il 23 aprile 2012 la Corte d'Appello di Bologna condannò Tanzi alla pena di 17 anni e 10 mesi di reclusione. Il 7 marzo 2014 la Corte di Cassazione confermò sostanzialmente la sentenza d'appello, salvo lievi riduzioni di pena collegate allo scattare della prescrizione per il reato di associazione per delinquere: in particolare, per Tanzi la condanna definitiva fu dunque di 17 anni e 5 mesi di reclusione, da sommare alle ulteriori condanne subite da Tanzi per le altre vicende relative al crac Parmalat. Il 20 dicembre 2011 il tribunale di Parma ha condannato Calisto Tanzi alla pena di 9 anni e 2 mesi di reclusione per il filone del processo relativo al crac di Parmatour, holding di tour operator del gruppo di Collecchio.
 

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