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Giovedì, 18 Aprile 2024

Vinicio Marchetti

Giornalista

La “manodopera degli schiavi”, dove la camorra offre lavoro

La maggior parte sono giovani senza la minima prospettiva di lavoro. Giungono da paesi lontani e, per arruolarli, basta veramente poco. Successivamente, vengono spediti soprattutto tra Napoli e Caserta. Il Sistema ha trovato una perfetta manodopera che, se vogliamo dirla tutta, risulta doppiamente conveniente: sia in termini economici che dal punto di vista operativo.

Sempre più la camorra sceglie di reclutare gli extracomunitari

Dai vicoli di Forcella e della Duchesca a Chiaiano, passando per Melito e Giugliano, fino ad arrivare a Castelvolturno ed oltre, le più recenti informative di polizia giudiziaria consegnate alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli contengono nomi di queste nuove leve che, sempre più spesso, si affiliano ai clan. Con sempre maggiore vigore, la camorra sceglie di reclutare gli extracomunitari.

Per queste persone, entrare nel business della droga, non solo è la scelta più rapida, ma anche la più conveniente. Questo perché, la criminalità organizzata, vive di riflesso un altro grande reato “divenuto atroce istituzione” soprattutto al Mezzogiorno: il caporalato. Tanta gente che vuole lavorare - dunque - grande capacità di ricatto per chi offre lavoro e... alla fine, costano meno. Prendono una paga giornaliera inferiore a quella dei "pusher" italiani, non godono della garanzia di assistenza legale e supporto alle famiglie durante la detenzione. Non solo. Gli extracomunitari, sempre, devono affidarsi alla difesa d’ufficio. Scegliere di arruolare extracomunitari sotto costo, per i clan, risulta essere – quindi – una scelta vantaggiosa sotto moltissimi aspetti.

“Tagliare” i canali con la malavita per impedire l’arruolamento

Capire, conoscere e prevedere i canali lungo i quali vengono arruolati gli extracomunitari; questa è l’arma principale con cui investigatori e inquirenti possono tagliare il solidissimo cordone ombelicale che unisce la manodopera straniera al Sistema. Ovviamente, quando vengono compiuti gli arresti, occorre comprendere COME e QUANDO sono iniziati i primi contatti con la malavita. E, in questo senso, il passaparola è la prima risposta, soprattutto grazie agli stessi spacciatori e ai tossicodipendenti. Quindi la "assunzione capestro", a fronte di una sempre maggiore coscienza "sindacale" - si fa per dire - da parte degli spacciatori napoletani.

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