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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca Caserta

Camorra, 37 arresti: smantellato il supermarket della droga del clan Massaro

L'indagine ha portato alla cancellazione di un gruppo criminale che s'imponeva attraverso pestaggi e raid incendiari

Un gruppo criminale, collegato al clan Massaro, che gestiva in maniera monopolistica il traffico di droga. È quanto hanno scoperto gli uomini del Nucleo Investigativo di Caserta che, questa mattina all’alba, hanno fatto scattare l’operazione con 37 persone arrestate (tra carcere e domiciliari) e una colpita dall’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Sono accusate di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio. Gli arresti sono stati compiuti tra la Valle di Suessola (Arienzo, Cervino, San Felice a Cancello e Santa Maria a Vico), oltre che nelle province di Benevento e Napoli. L’attività investigativa, avviata dall’ottobre 2018 al maggio 2020, è stata condotta attraverso un’ampia piattaforma tecnica ed una mirata attività esterna di riscontro. È stata accertata, secondo la Dda che ha coordinato le indagini, l’operatività di un gruppo criminale, attivo prevalentemente nella Valle di Suessuola e collegato al clan Massaro, i cui accoliti, anche grazie al potere intimidatorio esercitato sul territorio gestivano, in maniera monopolistica, il traffico degli stupefacenti.

Pestaggi e raid incendiari per imporre la propria supremazia

È stato individuato sia il vertice sia le articolazioni periferiche del sodalizio, quest’ultime deputate allo spaccio al dettaglio che avveniva mediante una capillare distribuzione sul territorio di diverse piazze di spaccio, ciascuna affidata ad un sodale con l’obbligo di rifornirsi presso i canali di approvvigionamento indicati dal vertice criminale. È stato documentato come il gruppo in questione per affermare la supremazia sull’area di influenza, ma soprattutto allorquando emergevano criticità per il recupero crediti dai gestori di piazze di spaccio da loro rifornite, non abbia esitato a fare ricorso a minacce armate, violenti pestaggi ed atti incendiari. Sono stati tratti in arresto, come attività di riscontro, 8 spacciatori e sequestrati 200 grammi di hashish, 350 di cocaina, 1 pistola marca beretta cal. 7,65 nonché segnalare alle Prefetture numerosissimi assuntori di stupefacenti. Infine è stata appurata l’esistenza di una riservata rete telefonica costituita da cellulari “dedicati”, che consentiva le comunicazioni tra alcuni indagati e loro familiari ristretti in strutture carcerarie.

Ben definiti i ruoli all’interno dell’organizzazione

Come sottolineato dai colleghi di Caserta News, Filippo Piscitelli è considerato dagli inquirenti il “promotore ed organizzatore” del gruppo criminale. Era lui che forniva contanti e auto, sosteneva i familiari dei detenuti e trovava gli avvocati giusti; finanche sostenendo le spese legali.  Domenico Nuzzo era il braccio destro. Quest’ultimo controllava gli affari. Raffaele Piscitelli, nonostante fosse detenuto, stabiliva le “linee guida” della gestione dell’attività criminale. Questo poteva farlo grazie alla compagna Adele Pezzella, che fungeva da intermediaria tra il detenuto e gli altri elementi del clan. Antonio Piscitelli (classe 1994), Giuseppina Abbate ed Elena Rivetti avevano invece il compito di controllare le attività dei singoli spacciatori, occupando anche, seppur raramente, anche dell’attività di vendita di grossi quantitativi di droga al dettaglio. La sostanza stupefacente era affidata a Salvatore Piscitelli, detto “lo slavo”, che aveva il compito di custode e corriere; della vendita “all’ingrosso”, invece, se ne occupava Antonio Piscitelli (classe 1988) detto il nano. Il capitale per l’approvvigionamento della droga, invece, era garantito da Domenico Nuzzo, alias ‘Mimmariello’.

Un'inchiesta enorme, partita da un mini cellulare

Una inchiesta enorme, partita dall’arresto di Antonio Piscitelli, figlio di Filippo, rampollo della famiglia dei ‘Cervinari’ avvenuto nel giugno 2018. Il ragazzo, all’epoca, era sottoposto agli arresti domiciliari ma, nel corso di un controllo, non fu trovato a casa bensì ad Arienzo. Nel corso della successiva perquisizione, fu ritrovato un telefono cellulare di piccole dimensioni. Un “mini cellulare” utilizzato per chiamare un solo numero, che permetteva di restare in contatto col padre Filippo Piscitelli, detenuto in carcere.

Ecco i nomi di tutti gli arrestati

Custodia cautelare in carcere:

  • Piscitelli Filippo Cl. 1970
  • Piscitelli Salvatore Cl. 1964
  • Piscitelli Antonio Cl. 1988
  • Piscitelli Antonio Cl. 1994
  • Piscitelli Costanza Cl. 1991
  • Piscitelli Michela Cl. 1988
  • Abbate Giuseppina Cl. 1993
  • Basilicata Adriano Cl. 1971
  • Cimmino Antonio Cl. 1964
  • Cimmino Lazzaro Cl. 1997
  • Di Palma Patrizia Cl. 1976
  • Iannone Francesco Cl. 1971
  • Iannone Gennaro Cl. 1971
  • Migliore Massimo Cl. 1975
  • Morgillo Alfonso Cl. 1984
  • Morgillo Gennaro Cl. 1988
  • Morgillo Veronica Cl. 1987
  • Rivetti Elena Cl. 1969
  • Rivetti Daniele Cl. 1993
  • Rivetti Raffaele Cl. 1958
  • De Lucia Nicola Cl. 1978
  • Pelaggi Clemente Cl. 1980
  • Floriano Annunziata Cl. 1988
  • Papa Anna Cl. 1969
  • Papa Antonio Cl. 1962
  • Servodio Giuseppe Cl. 1964
  • Piscitelli Giuseppe Cl. 1995
  • Zampano Giuseppe Cl. 1997
  • Conte Raffaele Cl. 1971
  • D’Anna Giuseppe Cl. 1953
  • De Rosa Crescenzo Cl. 1976

Arresti Domiciliari:

  • Carfora Angelo Biagio Cl. 1971
  • Naddeo Antonio Cl. 2000
  • Amato Nicola Cl. 1967
  • Zampella Umberto Cl. 1994
  • Grego Alfonso Cl. 1974
  • Gagliardi Luca Cl. 1975

Obbligo Di Presentazione Alla Polizia Giudiziaria:

  • Grego Vincenzo Cl. 2000
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