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Sabato, 29 Gennaio 2022
Cronaca Napoli

Controlli straordinari, armi e droga sotto sequestro: finalmente lo Stato si fa sentire anche al rione Traiano

Arrestato anche un 51enne che dovrà scontare la pena della reclusione di 3 anni e 3 mesi per spaccio di sostanze stupefacenti

Finalmente lo Stato sta facendo sentire la propria presenza anche nella zona del rione Traiano. Nell’ambito dei servizi disposti dal comando provinciale di Napoli, infatti, i Carabinieri della compagnia di Bagnoli - insieme ai militari del reggimento Campania - hanno effettuato un’operazione di controllo straordinario nelle strade del rione Traiano e a Soccavo.

Diversi cittadini identificati e 25 i veicoli controllati due dei quali sono stati sequestrati. Durante il servizio a largo raggio a finire in manette Vincenzo Monfrecola, 51enne del posto già noto alle forze dell’ordine. I militari, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale di Napoli, hanno arrestato il 51enne che dovrà scontare la pena della reclusione di 3 anni e 3 mesi per spaccio di sostanze stupefacenti.

Denunciati a piede libero per violazione di sigilli un 46enne e una 44enne del posto perché trovati in locali condominiali sottoposti a sequestro perché in passato teatro di spaccio di droga. Rinvenuti e sequestrati 2 coltelli con lama da 12 centimetri.  Carabinieri hanno trovato le armi che erano state nascoste dietro una lastra di ferro posta all’ingresso di via Catone.

Una settimana fa l’arresto di Salvatore “Lulù” Lazzaro

Appena una settimana fa i carabinieri del nucleo investigativo di Napoli hanno arrestato Salvatore Lazzaro, detto Lulù, esponente di spicco dei clan del rione Traiano. Il 28enne si trovava in un’abitazione di Giugliano in Campania e si era reso irreperibile dal 13 settembre scorso, giorno della sua scarcerazione, quando - su disposizione dell’autorità giudiziaria - era stato emesso nei suoi confronti un nuovo mandato di cattura. I reati contestati erano violenza e minaccia, lesioni personali aggravate, commessi nel 2013, e porto e detenzione illegale di armi e furto, questi ultimi risalenti al 2016 e tutti commessi con l’aggravante delle finalità mafiose. Il blitz dei militari dell’Arma non ha lasciato scampo a Lazzaro, trovato in compagnia della moglie, una trentenne del rione Traiano, senza precedenti penali ma legati da vincoli di parentela alla famiglia Ivone, altra storica famiglia attiva nella zona occidentale di Napoli.

La scissione dai Puccinelli e la guerra del rione Traiano

Salvatore Lazzaro è stato tra i principali protagonisti della scissione col clan Puccinelli. “Lulù”, insieme ad altri fedelissimi, aveva la chiara volontà di eliminare il boss Francesco Petrone detto “Straccetta” e suo figlio Salvatore Petrone. Una guerra nata nel momento in cui Salvatore Lazzaro si era reso conto che a comandare il clan Puccinelli era proprio Salvatore Petrone, detto “o’ Nano”, più carismatico del padre Francesco. Tra i suoi obiettivi, inoltre, c’era anche quello di eliminare Ciro Puccinelli, fratellastro del "Nano" e uno dei capi dell’omonimo sodalizio malavitoso, con il quale era entrato in contrasto a causa di dissapori sulla spartizione dei soldi incassati con le attività illecite.

Fu l’inizio di un gravissimo periodo di tensione per il quartiere e dove si registrarono anche numerose incursioni armate nel territorio dei rivali, una delle quali culminò con il raid contro una pizzeria del rione Traiano. A impedire che lo scontro degenerasse ulteriormente, furono le forze dell’ordine che arrestarono Lazzaro e i suoi complici.

Lo Stato ha battuto un colpo ma c’è ancora molto da fare per “liberare” il quartiere

Finalmente i controlli effettuati nella giornata di oggi e l’arresto di “Lulù” Lazzaro rappresentano una boccata d’aria fresca per il rione Traiano, ma c’è ancora molto da fare. Come abbiamo già sottolineato in un precedente articolo, questo quartiere ha bisogno di politiche idonee per dissipare questa puzza di degrado ed emarginazione che sembra permeare ogni singola pietra del rione. Indirizzare in maniera globale la comunità verso la cultura della legalità: questa è l’unica arma cui disponiamo per costruire una società che, una volta messa in ginocchio la più greve delle calamità sociali, possa finalmente essere libera di crescere e migliorarsi. Un diritto che, da troppo tempo, viene sottratta ai tanti cittadini onesti che abitano al rione.

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