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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca Salerno

Camorra, maxi operazione antidroga: chiude il “delivery” della cocaina del clan Pepe

I carabinieri del comando provinciale di Salerno hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso dal gip del tribunale locale, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 24 persone soggetti

I carabinieri del comando provinciale di Salerno hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso dal gip del tribunale locale, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 24 persone soggetti. Il blitz è avvenuto nelle province di Salerno, Napoli e Cosenza. I 24 indagati dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e spaccio di droga, in particolare cocaina e crack. Come riporta Salerno Today, sono 22 le misure di custodia cautelare in carcere emesse, mentre due soggetti sono destinatari della misura dell'obbligo di dimora.

Ventiquattro arresti tra Salerno e Pagani 

Ventidue saranno sottoposti a custodia in carcere e i rimanenti 2 all’obbligo di dimora nel comune di residenza. Sono tutti indagati, a vario titolo per i reati di “associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e spaccio di droga di varia tipologia”. L’operazione rientra nella più ampia azione di contrasto a un’organizzazione camorristica egemone in Pagani e operante nell’intero comprensorio.

Questa mattina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno hanno eseguito una ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Salerno, su richiesta di questa D.D.A., a carico di 24 persone (22 delle quali sottoposte alla custodia cautelare in carcere, le rimanenti 2 all’obbligo di dimora nel comune di residenza) sottoposte a indagini a vario titolo per i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e detenzione e spaccio di droga di varia tipologia.

Nel corso delle operazioni, svoltesi in gran parte tra Pagani e altri comuni della provincia di Salerno e che hanno complessivamente impegnato oltre 150 Carabinieri con il supporto di elicotteri e unità cinofile, sono state eseguite, a carico dei soggetti arrestati e di ulteriori, in stato di libertà, perquisizioni personali e locali per la ricerca di stupefacenti e altre cose pertinenti ai reati ascritti.

Le accuse nei confronti degli indagati, ritenute allo stato assistite dal requisito della gravità indiziaria e destinate all’ ulteriore vaglio dibattimentale, nei vari gradi di giudizio, fino a sentenza definitiva, traggono origine da un’articolata attività d’indagine intrapresa dai Carabinieri di Nocera Inferiore in relazione all’esistenza di una fiorente attività di spaccio di droga, originata dell’esplosione, avvenuta nel luglio del 2019, dì alcuni colpi d’arma da fuoco in direzione del1’autovettura in uso a un pregiudicato nocerino.

In ginocchio il clan Pepe

Secondo la prospettazione accusatoria allo stato ritenuta valida dal G.I.P., le indagini hanno evidenziato l’esistenza di un’organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti (prevalentemente cocaina e crack) promossa, organizzata e diretta dal 59enne Catello Pepe e dal 28enne Andrea Pepe, entrambi paganesi legati da rapporti di parentela.

Un importante ruolo organizzativo, in posizione direttamente subordinata ai predetti capi e con funzioni di raccordo e coordinamento della componente operativa di base, sarebbe svolta, secondo la ricostruzione desumibile dal provvedimento, da Giannantonio Silvestri, ritenuto titolare di compiti di reclutamento – dietro offerta di compenso – di altri spacciatori (che affiancava nelle fasi iniziali), di consegna a domicilio ai vari clienti e di rifornimento di altri pusher, nonché di due importanti “piazze di spaccio” esistenti all’interno di due abitazioni di Pagani, ove si svolgeva attività di meretricio sovente legata al consumo di droga.

Proprio nella consegna a domicilio si estrinsecava, sempre secondo la predetta provvisoria ricostruzione, la prevalente e pressoché esclusiva forma di distribuzione dello stupefacente agli acquirenti, compito demandato alla rete di complessivi 22 pusher attiva permanentemente sulla base di organizzazione in turni continuativi, la cui dinamicità era amplificata dalla precauzione di trasportare, al fine di eludere le indagini, nonché i rischi in caso di controlli delle forze dell’ordine, quantitativi minimi afferenti a singole consegne, che venivano occultati prevalentemente nel cavo orale o nelle parti intime. Di seguito tutti i nomi degli arrestati:

  • AUFIERO Alessandra (33 anni) di Sarno.
  • BOVINO Cosimo (35 anni) di Pagani.
  • CAMERLENGO Liberata Cinzia (31 anni) di Pagani.
  • COLELLA Ilaria (28 anni) di Nocera Inferiore.
  • DE COSTANZO Rosa (37 anni) di Napoli.
  • DONNARUMMA Danilo (39 anni) di Pagani.
  • FARINA Alfonso (35 anni) di Pagani.
  • FERRANTE Giovanni (39 anni) di Nocera Inferiore.
  • FERRARA Fortunata (60 anni) di Pagani.
  • FORINO Andrea (57 anni) di Pagani.
  • FORINO Giovanna (44 anni) di Pagani.
  • IANNELLI Giovanna (34 anni) di Castel San Giorgio.
  • LEPORE Serena (33 anni) di Salerno.
  • MARCONE Bonaventura (33 anni) di Pagani.
  • MASULLO Giovanni (49 anni) di Pagani.
  • NOVI Andrea (36 anni) di Pagani.
  • PEPE Andrea (28 anni) di Pagani.
  • PEPE Catello (58 anni) di Pagani.
  • ROTONDO Raffaele (32 anni) di Pagani.
  • RUSSO Pasqualina (59 anni) di Pagani.
  • SILVESTRI Giannantonio, (35 anni) di Pagani.
  • TOSCANO Martina, (25 anni) di Pagani.

Fondamentale il ruolo delle donne

Sempre secondo l’ipotesi accusatoria, il reclutamento e l’ampio impiego operativo di donne (ben 10 quelle tratte in arresto), tra cui la moglie di uno dei promotori, che lo coadiuvava attivamente ed aveva funzioni di verifica contabile, è un connotato particolarmente significativo dell’attività delittuosa oggetto di indagine. L’ampio bacino di acquirenti riforniti a domicilio era distribuito capillarmente in pressoché tutti i comuni dell’agro Nocerino – Samese e, in particolar modo, tra Pagani, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Sarno, San Valentino Torio, Angri, Pompei, Sant’Egidio del Monte Albino.

Quanto ai reati-scopo del sodalizio, le risultanze emerse hanno consentito di sottoporre alla valutazione del G.I.P., diverse centinaia di episodi di detenzione, cessione e/o compravendita di stupefacenti, riuniti in 30 distinti capi d’imputazione che si riferiscono ad un totale di 229 episodi di cessione. Nel corso dell’attività investigativa, a riscontro delle risultanze emerse dalle intercettazioni e a seguito di appositi servizi di osservazione, pedinamento e controllo, sono effettuate perquisizioni personali e locali e conseguenti sequestri di sostanze stupefacenti (per oltre 200 dosi, prevalentemente di cocaina) con contestuale arresto in flagranza o deferimento in stato di libertà a carico di complessivi 24 soggetti per i reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, nonché numerosi altri sequestri amministrativi a carico di acquirenti-assuntori e correlate segnalazioni alla Prefettura di Salerno.

Dal volume delle sostanze smerciate nel periodo di svolgimento dell’indagine, è stato calcolato un flusso di introiti per l’organizzazione ammontante a circa 4 milioni di Euro annui. L’operazione odierna, va evidenziato, segue a pochi mesi di distanza dall’esecuzione di analogo provvedimento cautelare a carico di altra organizzazione operante nello stesso territorio e avente base a Pagani.

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