Mercoledì, 14 Aprile 2021

Carabiniere ucciso a Roma, il collega indagato dalla Procura militare per “violata consegna”

L’iscrizione nel registro di Andrea Varriale, collega di Mario Cerciello Rega, è un atto dovuto: dalle indagini è emerso che la sera del 26 luglio entrambi si sono presentati disarmati all’appuntamento con i due giovani americani

Andrea Varriale (s), il carabiniere ferito, lascia il nucleo investigativo di via in Selci a Roma 27 luglio 2019. ANSA/CLAUDIO PERI - GIUSEPPE LAMI

Andrea Varriale, il collega del carabiniere Mario Cerciello Rega ucciso a coltellate il 26 luglio scorso nel quartiere Prati a Roma, risulta indagato dalla Procura militare per “violata consegna” dopo che dalle indagini è emerso che quella sera i due si sono presentati disarmati all’appuntamento con i due giovani americani, Elder Finnegan Lee e Christian Gabriel Natale-Hjorth, ora in carcere per l’omicidio del vicebrigadiere.

A Varriale viene contestato l’articolo 120 del codice penale militare di pace che riguarda la “violata consegnata” da parte di militare di guardia o di servizio. La sua iscrizione del registro degli indagati è un atto dovuto.

Carabiniere ucciso, le indagini sulla foto dell'americano bendato

La procura militare è anche al lavoro sul fascicolo aperto in relazione alla diffusione della foto di Natale Hjorth ammanettato e bendato nella caserma di via in Selci: un militare era stato iscritto nel registro degli indagati e gli viene contestata la “divulgazione di notizie segrete o riservate”. Secondo quanto emerso il militare scattò la foto per cui è oggi indagato e la condivise "in una chat di carabinieri (sapendola riservata) anche e soprattutto al fine di rassicurare tutti dell'arresto nonché di far notare che l'informazione inizialmente fornita dal 'partner' di Mario era totalmente inesatta". La foto però poi "è stata inopinatamente consegnata alla stampa da un altro carabiniere, quasi certamente non partecipante alla chat - si legge nella memoria difensiva del maresciallo depositata alla Procura ordinaria e a quella militare - che per quanto emerge dalle notizie pubblicate in questi giorni sarebbe stato già individuato dai vertici dell'Arma. Il rischio tuttavia è che la chat sia stata ad oggi già cancellata, e se così fosse la si potrà recuperare unicamente mediante server, dovendosi a tal fine conferire una delega specifica alla Polizia Postale". 

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