Lunedì, 12 Aprile 2021

Carabiniere ucciso, parla l'uomo dello zaino: "Ecco perché ho chiamato il 112"

Attraverso il suo legale di fiducia Sergio Brugiatelli racconta la sua versione dei fatti: "Non sono né un intermediario di pusher né un informatore, il vicebrigadiere Rega mi ha salvato la vita"

Foto di repertorio

"Ho avuto paura". Così Sergio Brugiatelli motiva la sua decisione di avvisare i carabinieri nella tra il 25 e il 26 luglio per denunciare il furto del suo zaino da parte dei due americani Finnegan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjorth, accusati dell'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Attraverso una nota diramata dal suo legale di fiducia, Andrea Volpini, il 47enne dà la sua versione sui fatti di quella sera. "Se dopo il furto subìto ho chiamato il 112, senza aspettare l'indomani per sporgere denuncia come mi era stato in un primo momento consigliato dai carabinieri, è stato perché ho avuto paura" spiega l'uomo. "Quando ho chiamato il mio numero di cellulare, chi ha risposto non ha solo preteso denaro e droga per riconsegnare le mie cose. Mi hanno minacciato, dicendo che sapevano dove abitavo e sarebbero venuti a cercarmi".

"Non sono né un intermediario né un informatore"

"Desidero chiarire che non sono un intermediario di pusher né, tanto meno, un informatore delle forze dell'ordine" afferma Brugiatelli. "Nel borsello rubato, oltre al documento d'identità, c'erano anche le chiavi della casa dove vivo con mio padre, che è molto malato, mia sorella e mio nipote. Ho avuto paura - continua Brugiatelli - che potessero far del male a me e soprattutto a loro, e per questo ho chiesto aiuto al 112. Le stesse minacce che avevano rivolto a me, sono state ripetute poco dopo, quando, con il telefono in viva voce, ho richiamato di fronte ai carabinieri il mio numero di cellulare. Il resto è storia nota - alla quale non voglio aggiungere altro, a parte tutto il mio dolore e rispetto, per la vita di un giovane eroe finita troppo presto".

"Rega uomo valoroso, mi ha salvato la vita"

"Queste righe le scrivo per rendere onore all'uomo valoroso che, con il suo lavoro di carabiniere, ha salvato la mia vita e purtroppo perso la sua. Ai familiari del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, alla sua giovane moglie, vanno le mie sincere condoglianze". "In questi giorni e notti - aggiunge - passate pensando alla tragedia che ha distrutto la famiglia del carabiniere che mi ha salvato la vita, ho letto e sentito dai media sulla vicenda curiose e false ricostruzioni che proseguono anche dopo la conferenza stampa degli inquirenti".

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