Bufera giudiziaria a Piacenza, carabinieri in manette: un'intera caserma sequestrata

Tra i reati contestati ci sono spaccio di droga, estorsioni e arresti illegali: 22 le ordinanze di custodia cautelare, di cui 10 nei confronti di militari dell'Arma

La caserma Levante di via Caccialupo

Una bufera giudiziaria senza precedenti si è abbattuta sull'Arma dei carabinieri a Piacenza. Un'intera caserma è stata "arrestata". Si tratta della stazione Levante di via Caccialupo. 

Al momento, si legge su IlPiacenza che ha anticipato la notizia, non si conoscono ancora i nomi dei carabinieri arrestati, alcuni dei quali sono in carcere, altri agli arresti domiciliari.

L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa nei confronti di 22 soggetti tra Lombardia ed Emilia Romagna, tra i quali figurano 10 militari dell'Arma dei carabinieri e un militare del Corpo. Sono ritenuti responsabili, a vario titolo, delle ipotesi di reato di peculato, abuso d'ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio, lesioni personali aggravate, arresto illegale, perquisizioni ed ispezioni personali arbitrarie, violenza privata aggravata, tortura, estorsione, truffa ai danni dello Stato, ricettazione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.

L'indagine, denominata  'Odysseus', è stata coordinata dalla Procura di Piacenza e condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria delle fiamme gialle di Piacenza, in collaborazione con la guardia di finanza di Fiorenzuola d'Arda. La mattina di oggi 22 luglio sono stati apposti i sigilli alla caserma di via Caccialupo.

L'inchiesta nasce da un'indagine di polizia giudiziaria sul traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti, che vedrebbe tra gli esponenti di spicco un graduato dell'Arma dei carabinieri, in servizio presso la Stazione Piacenza Levante, che, sfruttando il ruolo di appartenente alle forze di polizia, avrebbe gestito un'attività di spaccio attraverso pusher di propria fiducia.

Il militare, inoltre, avrebbe agevolato i sodali nella compravendita di ingenti quantità di stupefacenti, garantendo loro appoggio e protezione in cambio di un tornaconto economico.

Nel corso delle operazioni è stato eseguito anche il sequestro dell'intero stabile sede della richiamata stazione dei carabinieri nonché il sequestro preventivo di beni mobili, immobili e rapporti finanziari nella disponibilità del suddetto graduato dell'Arma. "Le indagini patrimoniali -  ha detto la pm Grazia Pradella nel corso della conferenza stampa in procura - hanno evidenziato un tenore di vita che mai avrebbe potuto essere appartenente all'Arma dei carabinieri". 

"Atteggiamenti in stile gomorra"

Ai domiciliari è finito anche il comandante della stazione dei carabinieri Levante. Cinque carabinieri sono finiti in carcere, uno agli arresti domiciliari, tre hanno avuto l'obbligo di firma e uno l'obbligo di dimora nella provincia di Piacenza. "La figura di spicco come spacciatore era sicuramente un appuntato", ha spiegato la pm. Per quanto riscontrato i comportamenti illeciti esistono a partire dal 2017.

"Quello che la procura deve chiedersi e che deve chiedersi anche l'Arma - ha aggiunto - è come sia stato possibile che un appuntato dei carabinieri con un atteggiamento in stile Gomorra abbia acquisito tutto questo potere"

"Comportamenti da criminali"

"Fatti gravi" che comunque, secondo la stessa pm, non intaccano la fiducia nell'Arma''. Guardia di finanza e Polizia locale hanno condotto le indagini, svolte in sei mesi attraverso intercettazioni telefoniche e telematiche, che hanno portato alla luce comportamenti criminali che hanno portato al sequestro della caserma. ''Tutti gli illeciti più gravi sono stati commessi nel lockdown, con il più totale disprezzo dei decreti emanati dalla presidenza del consiglio. Solo un militare della caserma non è coinvolto. Faccio fatica a definire questi soggetti 'carabinieri' perché i comportamenti sono criminali. Non c'è nulla di lecito nei comportamenti'', ha aggiunto Pradella.

Il comandante dei carabinieri: "Per noi è un colpo al cuore"

''Per noi è come un colpo al cuore. Da parte nostra c'è totale disponibilità a collaborare per fare piena luce sui fatti. Penso all'amarezza dei tanti miei uomini dediti con onestà e generosità al loro lavoro''. Lo ha dichiarato il comandante provinciale di Piacenza Massimo Savo parlando dell'indagine che ha coinvolto alcuni militari della caserma Levante di via Caccialupo secondo quanto riporta il quotidiano 'Libertà'.

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