Martedì, 18 Maggio 2021
Piacenza

Carabinieri arrestati a Piacenza, l'interrogatorio: "La foto con i soldi? Li abbiamo vinti al Gratta e Vinci"

Giacomo Falanga, uno degli agenti coinvolti nello scandalo della caserma di Piacenza Levante, è stato sottoposto ad interrogatorio. ''Ha risposto alle domande – ha raccontato il suo legale – si è detto estraneo a qualsiasi violenza''

La foto con le banconote dei carabinieri coinvolti

Giacomo Falanga, uno dei carabinieri della stazione di Piacenza Levante finito in manette dopo la maxi operazione Odysséus della guardia di Finanza, è stato interrogato sullo scandalo che ha coinvolto la caserma piacentina e diversi suoi colleghi. Secondo quanto riportato dal suo legale, Daniele Mancini, Falanga ''ha risposto a tutte le domande del gip, è molto provato ma ha fornito durante l'interrogatorio di garanzia tutte le delucidazioni chieste da Milani sulla sua persona e sugli episodi che lo vedrebbero coinvolto''.

Carabinieri arrestati a Piacenza, l'interrogatorio: ''La foto con i soldi? Una vincita al Gratta e Vinci''

''La foto che lo ritrae con altri con i mani delle banconote non ha attinenza con questa faccenda - prosegue il legale -, risale al 2016 ed è stata pubblicata sui social ed è relativa ad una vincita collettiva al gratta e vinci''. E ancora, interrogato circa la battuta che fa sull'incarnare lo "sbirro buono o cattivo" (si legge nell'ordinanza), l'avvocato dice: ''Non si può condannare una persona per una frase posto che siamo di fronte a 900 pagine di richiesta dei pm, 300 di ordinanza e 17mila intercettazioni. Occorre quindi contestualizzare e analizzare i singoli episodi. Il mio assistito si è professato estraneo a qualsiasi violenza e ipotesi di spaccio, ha un tenore di vita normalissimo e compatibile con la sua professione e grado. E ha negato infine che in sua presenza siano avvenuti episodi di violenza''. 

Carabinieri, oggi l'interrogatorio di Montella

Sempre nella giornata di oggi sarà interrogato anche l'appuntato Giuseppe Montella, ritenuto dagli inquirenti il capo dell'organizzazione. E' difeso dall'avvocato Emanuele Solari. Il 24 luglio invece erano stati sentiti i colleghi Daniele Spagnolo (avvocato Francesca Beoni) ed Angelo Esposito (legali Pierpaolo Rovello e Maria Paola Mozzo). Entrambi avevano risposto alle domande del gip. A Cremona, invece, il gip  Milani, alla mattina, ha sentito tre persone. Megid Seniguer, difeso dall’avvocato Vittorio Antonini, ha risposto per oltre un’ora al giudice (presente in videocollegamento agli interrogatori il sostituto procuratore Matteo Centini). Più lungo, invece, l’interrogatorio di Simone Giardino che, assistito da Lorenza Dordoni, ha risposto per un paio di ore alle domande. Giardino è accusato di estorsione (avrebbe partecipato all’episodio con le minacce ai concessionari di Treviso dove Giuseppe Montella acquistò l’Audi A4) e ricettazione (di anabolizzanti).  Infine, anche El Mehdi Ghormy ha deciso di rispondere, per circa un’ora, al giudice. Il marocchino, accusato di spaccio, è difeso dall’avvocato Angelo Rovegno.

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