Carabinieri Piacenza, l'appuntato Montella: "Rubavamo per dare soldi ai pusher"

 Il principale indagato dell’inchiesta che ha ferito l’Arma si difende negando che parte della droga sequestra andassa agli spacciatori arrestati per convincerli, dopo averli anche picchiati, a diventare confidenti

Nella foto: Giuseppe Montella

Giuseppe Montella è stato dipinto come il capo della banda dei carabinieri di Piacenza che sono accusati di violenze, torture, rapine e traffico di droga nella caserma Levante. Interrogato dai pubblici ministeri Matteo Centini e Antonio Colonna, ha deciso però di vuotare il sacco e di cominciare a fare ammissioni. Coinvolgendo però tutti gli altri. 

Carabinieri Piacenza, l'appuntato Montella: "Rubavamo per dare soldi ai pusher"

Il Corriere della Sera ricorda che nelle mani della procura guidata da Grazia Padella ci sono intercettazioni e video che raccontano molto dell'intera vicenda. Il principale indagato dell’inchiesta che ha ferito l’Arma si difende negando che parte della droga sequestra andasse agli spacciatori arrestati per convincerli, dopo averli anche picchiati, a diventare confidenti. Succedeva lo stesso con i soldi presi agli arrestati, che finivano anche nelle sue tasche.

Quando il pm Centini gli dice che due pusher hanno confermato e lo invita a ripesarci, il carabiniere si sente con le spalle al muro: «Vi chiedo scusa se ha omesso qualcosa». Dichiara di aver negato «per un senso di fratellanza», perché «preferivo prendermi io le colpe per non scaricarle». Centini rincara la dose: «I suoi colleghi hanno detto che faceva tutto lei». A questo punto Montella diventa un fiume in piena: «Sì che abbiamo pagato», ma «quando si dava qualcosa lo sapevano tutti» perché «non ho mai fatto niente di mia iniziativa»; «ammetto tutto, ne ho fatte di cavolate dottore, però se mi devo prendere le colpe degli altri, no!».

Confessa di aver sottratto denaro agli arrestati, ma solo poche decine di euro da dare agli informatori, e giura di non essersi «mai messo soldi in tasca». Con gli altri ha sì picchiato i fermati, appena «qualche schiaffo». Per l’accusa, invece, di soldi ne sono spariti tanti, migliaia di euro, e i pestaggi a sangue erano una consuetudine. I superiori non si accorgevano di nulla o forse facevano finta. Volevano «arresti, arresti, arresti», altrimenti «ci massacravano di altri servizi» come «punizione», ci «facevano fare notti, pattuglie».

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I pm ritengono, invece, che proprio grazie alla reputazione guadagnati con gli arresti a raffica, alla Levante potevano Con i soldi I carabinieri di Piacenza trafficare indisturbati.

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