Sabato, 24 Luglio 2021
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"Grave stato di sofferenza", il caracat in gabbia rifiuta il cibo: pm lo riaffida alla padrona

L'animale era stato sequestrato e trasferito in una clinica veterinaria, ma il suo stato di prostrazione ha convinto il procuratore a riconsegnarlo alla proprietaria. La vicenda giudiziaria, però, è tutt'altro che conclusa

Il caracat sequestrato

Il caracat Grum sequestrato lo scorso 11 gennaio a Milano ha riabbracciato la sua padrona, Anelia Kancheva, 35enne bulgara, che comunque resta indagata per detenzione di animali pericolosi.

L'animale - un incrocio tra caracal, lince del deserto e gatto europeo - era stato affidato alle cure della clinica veterinaria San Francesco, ma la permanenza in gabbia lo avrebbe prostato a tal punto che il pm Tiziana Siciliano ha deciso di rispedirlo a casa disponendo l'affidamento in custodia giudiziale alla proprietaria. La sistemazione nella clinica veterinaria San Francesco "pare provocare un grave stato di sofferenza nell’animale", si legge infatti nel decreto del procuratore aggiunto. L'animale nella gabbia aveva iniziato a rifiutare il cibo. Inoltre, a quanto scrive Il Giorno, i veterinari della clinica avrebbero dato rassicurazioni alla pm sulla sua docilità. 

La vicenda del caracat, dall'inizio

Il primo avvistamento, di quella che a prima vista sembrava una lince del deserto, risale allo scorso 22 novembre

"Diffondiamo questa foto - si leggeva  sulla pagina Facebook dell'Amministrazione meneghina, - scattata mercoledì 22 novembre, intorno alle 17, in piazzale Loreto, che ci è pervenuta dal Garante degli Animali del Comune. L’animale al guinzaglio è un Caracal, felino selvatico che vive in Africa e Asia. È pericoloso per l’incolumità di tutti (è vietato dalla legge 150 del ’92). Chiediamo l’aiuto dei cittadini in quanto è necessario comunicare al proprietario di portare l’animale al più vicino comando Carabinieri Forestale, che fornirà le indicazioni su come comportarsi". 

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Caracat, la versione della proprietaria

Rintracciata dal Corriere della Sera la proprietaria aveva fatto sapere di aver sborsato più di 10mila euro per avere un caracat. "Io lo tratto bene - aveva detto - Al mio paese abbiamo la femmina e le faremo fare i cuccioli". Grazie alla decisione del procuratore la donna ha finalmente potuto riabbracciare l'amato animale, anche se la vicenda giudiziaria è tutt'altro che conclusa. 

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