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Sabato, 15 Giugno 2024
Carceri

Pene alternativa al carcere, Italia fanalino di coda in Ue

In Francia e Gran Bretagna solo il quarto dei detenuti sconta tra le sbarre la pena. E il dato è significativo: nel nostro paese la recidiva del reato è tre volte superiore tra chi resta tutto il giorno in carcere

In Italia l'82,6% dell'esecuzione delle condanne vengono scontante in carcere. Un dato, quello fornito dal Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria (Dap), che spiega chiaramente come la causa primaria dell'emergenza del sovraffollamento delle carceri è dovuto al fatto che nel nostro paese praticamente non si conosca cosa sia l'esecuzione penale esterna.

Per comprendere meglio il dato, basti pensare che in Francia e in Gran Bretagna il 74% dei detenuti usufruisce di questa misura di pena 'extra carcere'.

I DATI. Il nostro paese, quindi, conosce solo il carcere come esecuzione penale nonostante l'osservatorio delle misure alternative del Dap abbia calcolato che nel 2007 la recidiva è tre volte superiore tra chi resta tutto il giorno in prigione (68,5%) rispetto a chi sconta la condanna con misure alternative (19%). I dati del Dap, quindi, dimostrano come il carcere in Italia sia più 'scuola di crimine' che non 'luogo di riabilitazione'.

Tra l'altro nel nostro paese il numero complessivo delle pene alternative è stabile rispetto al 2006, anno in cui è stato varato l'indulto, ma oggi ci sono circa 5 mila detenuti in più (in totale, secondo i dati aggiornati a ieri sono 66.384), e vi è stato un crollo degli affidamenti in prova di circa il 50%: sono passati da 16 mila a 10.183 (dato al 30 giugno 2012).

C'è stata invece un'inversione rispetto alla detenzione domiciliare: se al 30 giugno 2006 ne usufruivano 4.949 persone, al giugno di quest'anno erano ai domiciliari in 9.186. I detenuti lavoratori, in calo negli ultimi anni, sono circa 13 mila, ma quasi tutti (10.986) sono alle dipendenza del Dap, per esempio si occupano delle cucine o delle pulizie negli istituti, e lavorano per periodi molti brevi. Mentre escono per lavorare solo 2.215 persone.

Questo anche perchè dal 2011 non è stato più possibile prevedere gli sgravi fiscali previsti dalla legge Smuraglia.

L'IMPEGNO DEL MINISTRO. Per dare scientificità e sistematicità a questi dati il ministero della Giustizia avvierà e renderà disponibili in tempi brevi, e comunque entro la fine della legislatura, un'indagine con l'obiettivo di valutare quanto e in quale misura i diversi tipi di espiazione della pena incidono sulla recidiva.

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