Lunedì, 27 Settembre 2021
Carcere

Cambiare il carcere: al via gli Stati generali

Sei mesi insieme a tutte le associazioni e istituzioni che si occupano di detenzione. Il tutto per preparare un progetto di riforma strutturato che possa andare oltre "l'inumano e il degradante"

La questione "carcere" è ancora aperta e non si chiuderà a breve. Dopo la sentenza che ha condannato l'Italia per "trattamento inumano e degradante" dei detenuti e lo "svuotacarceri" per cercare di evitare le sanzioni della Corte europea di diritti umani, si torna a parlare di detenzione e lo si fa tutti insieme. Sono cominciati e dureranno sei mesi gli "Stati generali dell'esecuzione penale", un percorso di riflessione e approfondimento con tutte le realtà che se ne occupano, con l'obiettivo di arrivare entro l'autunno a un progetto di riforma. 

VIDEO: ECCO IL CARCERE "VISTO DA DENTRO"

I PROBLEMI DEL CARCERE - Le questioni spinose che riguardano questo tema sono oramai note alle cronache. Da sempre invece gli "addetti ai lavori" denunciano tutte le mancanze di un sistema che non funziona, che non rieduca e da cui sempre meno si esce per essere reinseriti nella società civile. 

Ultimamente la popolazione carceraria è diminuita e questo ha ridotto l'enorme gravità del sovraffollamento: i detenuti in Italia sono circa 53.982 mentre i posti letto sono 49.943, quindi ci sono 108 persone ogni 100 posti letto. Ma non sono solo i numeri a descrivere quello che succede "dentro": ci sono le esperienze di chi vive il carcere sulla propria pelle, lavorandoci o da detenuto. Ecco perché si è deciso di far partire gli Stati generali da un istituto penitenziario, quello di Bollate, in provincia di Milano. Qui si sono trovate associazioni e istituzioni e il percorso di riflessione che dovrebbe portare alla riforma è cominciato. Così si metteranno a confronto i diversi punti di vista sui temi più scottanti: dalle strutture detentive alle donne e i minori, alla tossicodipendenza dei detenuti, a gli stranieri. 

GLI OBIETTIVI - Il lavoro è lungo e gli sforzi dovranno farli tutti: sarà necessario raccogliere tutto il materiale sufficiente e discuterlo nei 18 tavoli di lavoro aperti a tutti, anche ai detenuti. Ogni tavolo tratterà un argomento singolo. Un'occasione per trovare nuove soluzioni ed evitare vecchi errori: "Noi abbiamo un modo diverso dall’indulto di affrontare la questione del sovrafollamento sviluppando delle pene alternative - ha spiegato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando - L’indulto ha portato a glissare su problemi strutturali, il nostro percorso elimina invece anche l’allarme sociale". "Ogni percorso di riforme solo se aperto alla partecipazione potrà tenere conto della pluralità dei punti di vista" spiega Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione Antigone, che da trent'anni si occupa dei diritti dei detenuti. 

IL CARCERE E L'AMORE - Uno dei temi nuovi che verrà affrontato durante questi sei mesi di lavoro è quello dell'amore e dell'intimità affettiva dietro le sbarre: poco tempo fa Carmelo Musumeci, ergastolano a vita, aveva lanciato un appello chiedendo solo di avere la possibilità di stare vicino alla sua compagna. Perché nel nostro Paese chi viene condannato all'ergastolo ostativo (ovvero quello che non darà mai la possibilità di uscire) deve rinunciare all'intimità con il proprio partner.

Un disegno di legge sul tema era già stato presentato, quello che voleva dare vita alle "stanze dell'amore" ma l'idea questa volta dovrebbe andare più in là: garantire finalmente a tutti i detenuti e le detenute il diritto all'affettività e la possibilità, in qualunque condizione di manifestare il proprio amore e di porterlo anche fare. Un diritto che nelle carceri di molti paesi d'Europa viene garantito, consentendo colloqui non sorvegliati con il proprio coniuge o partner. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Cambiare il carcere: al via gli Stati generali

Today è in caricamento