Martedì, 19 Gennaio 2021
Carcere

"Violati i diritti umani dei detenuti": Europa condanna l'Italia

Sentenza della Corte di Strasburgo. Sanzione di 100 mila euro per danni morali a 7 carcerati costretti a vivere in meno di 3 metri quadrati: "Trattamento inumano e degradante"

Meno di 3 metri quadrati in cui vivere. Per questo la Corte di Strasburgo per i diritti dell'uomo ha condannato l'Italia. Durissima la motivazione della sentenza: "Violati i diritti umani dei detenuti". E ancora: i carcerati italiani sono vittime di un "trattamento inumano e degradante". 

Il caso sul quale si è pronunciato il tribunale è relativo alla denuncia di 7 carcerati detenuti nei penitenziari di Busto Arsizio (Varese) e Piacenza. Per le condizioni in cui questi detenuti sono costretti a vivere, l'Italia è stata condannata anche al pagamento di 100 mila eur per danni morali.

NUMERI DELL'EMERGENZA. Le carceri italiane scoppiano. Nelle carceri italiane si muore. Ogni giorno. Basta leggere il rapporto 'Senza Dignità' sulle condizioni di detenzione dell'Associazione Antigone per rendersi conto della gravità della situazione. 

Nel 2012 (dati aggiornati a novembre) sono 93 i detenuti morti in carcere, di cui 50 per suicidio, uno per sciopero della fame (Lecce), uno per overdose (Regina Coeli), uno per omicidio (Opg di Aversa), 31 per cause ancora da accertare e 9 per malattia. A questi numeri si devono poi aggiungere altri quattro decessi, di cui 3 per suicidio, avvenuti nelle camere di sicurezza: si tratta di tre uomini e una donna stranieri di età variabile tra i 26 e 31 anni. La donna era ucraina e si è tolta la vita mentre si trovava in una stanza del commissariato di Villa Opicina a Trieste lo scorso aprile. Nello stesso periodo dello scorso anno erano morti 91 detenuti, 43 dei quali per suicidio.

SOVRAFFOLLAMENTO RECORD. In Italia c'è il più alto tasso di affollamento delle carceri nell'Unione Europea: 142,5%. Tradotto, vuol dire che per ogni 100 posti ci sono oltre 140 detenuti: la media europea è del 99,6%. Al 31 ottobre infatti la capienza regolamentare complessiva dei 206 istituti penitenziari è di 46.795 posti, a fronte di una presenza di 66.685 detenuti. Le regioni più affollate sono Liguria (176,8%), Puglia (176,5%) e Veneto (164,1%). Le meno affollate Abruzzo (121,8%), Sardegna (105,5%) e Basilicata (103%).

ULTIMI PER LE PENE "EXTRA CARCERE". In Italia l'82,6% dell'esecuzione delle condanne vengono scontante in carcere. Un dato, quello fornito dal Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria (Dap), che spiega chiaramente come la causa primaria dell'emergenza del sovraffollamento delle carceri è dovuto al fatto che nel nostro paese praticamente non si conosca cosa sia l'esecuzione penale esterna.

Per comprendere meglio il dato, basti pensare che in Francia e in Gran Bretagna il 74% dei detenuti usufruisce di questa misura di pena 'extra carcere'.

I DATI. Il nostro paese, quindi, conosce solo il carcere come esecuzione penale nonostante l'osservatorio delle misure alternative del Dap abbia calcolato che nel 2007 la recidiva è tre volte superiore tra chi resta tutto il giorno in prigione (68,5%) rispetto a chi sconta la condanna con misure alternative (19%). I dati del Dap, quindi, dimostrano come il carcere in Italia sia più 'scuola di crimine' che non 'luogo di riabilitazione'.

NAPOLITANO. Per il presidente della Repubblica, quella della Corte di Straburgo è "una mortificante conferma della perdurante incapacità del nostro Stato a garantire i diritti elementari dei reclusi in attesa di giudizio e in esecuzione di pena, e nello stesso tempo di una sollecitazione pressante da parte della Corte a imboccare una strada efficace per il superamento di tale ingiustificabile stato di cose. Infatti, la Corte chiarisce che non spetta ad essa dettare ai singoli Stati le normative penali né i criteri di organizzazione dei rispettivi sistemi penitenziari, ma ribadisce le raccomandazioni venute dal Consiglio d'Europa affinché gli Stati prevedano adeguate misure alternative alla detenzione, riducendo il ricorso alla carcerazione".

ANTIGONE. "I ricorsi presentati alla corte dei diritti umani - spiega Patrizio Gonnella dell'associazione Antigone - riguardano le condizioni di detenzione degradanti per il numero di metri quadri insufficiente a garantire la dignità umana". Sotto i tre metri quadri a detenuto la corte stabilisce si configuri il trattamento disumano. "Speriamo che dopo la condanna al risarcimento, e dunque essendo diventato economicamente costoso non risolvere il problema del sovraffollamento, l'Italia prenda urgenti provvedimenti". Come? In primis "abrogando tutte le leggi che producono ingiusta carcerazione". 

SAPPE. "Non sono degradanti le carceri di Busto Arsizio e Piacenza, dove anzi il personale di Polizia Penitenziaria svolge ogni giorno un importante servizio di professionalità ed umanità: è l'intero sistema penitenziario al collasso, anche per le incapacità politiche ed istituzionali a risolvere il grave problema del sovraffollamento. Anche per questo il Sappe manifesterà a Roma il prossimo 23 gennaio davanti alla sede del Dap". Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria. "Non avere dato seguito al Ddl sulle pene alternative in carcere - aggiunge Capece - indica quale diffuso disinteresse hanno le criticità penitenziarie in Parlamento. Non crediamo che l'amnistia, da sola, possa essere il provvedimento in grado di porre soluzione alle criticità del settore. Quel che serve sono vere riforme strutturali sull'esecuzione della pena: riforme che non vennero fatte con l'indulto del 2006, che si rilever• un provvedimento tampone inefficace".

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