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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
CRONACA / Roma

Benvenuti in Italia, dove si muore di carcere

Se ne parla poco, ma la situazione delle carceri italiane è drammatica ed esplosiva: 93 detenuti morti nel 2012 (50 per suicidio), con un tasso di sovraffollamento del 142,5%

ROMA - Quello delle carceri è uno dei temi tabù della politica italiana. Escludendo le tenaci battaglie dei radicali, la questione non viene quasi mai affrontata con la dovuta serietà. Qualche trafiletto sui quotidiani all'ennesimo suicidio di un detenuto, un dibattito più sterile che costruttivo sull'indulto e l'amnistia. Poi il nulla.

Eppure le carceri italiane scoppiano. Eppure nelle carceri italiane si muore. Ogni giorno. Nel silenzio assordante delle televisioni e dei media in generale. Basta leggere il rapporto 'Senza Dignità' sulle condizioni di detenzione dell'Associazione Antigone, presentato oggi a Roma, per rendersi conto della gravità della situazione. La domanda sorge spontanea: un Paese come il nostro può definirsi davvero democratico con un'emergenza tanto vistosa quanto dissimulata?

BOOM DI SUICIDI - I dati che emergono dal rapporto sulle condizioni carcerarie in Italia mettono i brividi. A un mese dalla fine dell'anno, 93 sono i detenuti morti in carcere, di cui 50 per suicidio, uno per sciopero della fame (Lecce), uno per overdose (Regina Coeli), uno per omicidio (Opg di Aversa), 31 per cause ancora da accertare e 9 per malattia. A questi numeri si devono poi aggiungere altri quattro decessi, di cui 3 per suicidio, avvenuti nelle camere di sicurezza: si tratta di tre uomini e una donna stranieri di età variabile tra i 26 e 31 anni. La donna era ucraina e si è tolta la vita mentre si trovava in una stanza del commissariato di Villa Opicina a Trieste lo scorso aprile. Nello stesso periodo dello scorso anno erano morti 91 detenuti, 43 dei quali per suicidio.

EMERGENZA CARCERI: LEGGI LO SPECIALE

GIOVANI VITTIME - L'età media dei detenuti deceduti è di poco inferiore ai 40 anni, così come quella dei soli suicidi. Di questi ultimi, poco più del 30% è di origine straniera e solo due sono donne (una straniera e una italiana). Il più giovane a morire, fino ad ora, aveva 19 anni, era marocchino ed era appena arrivato al carcere di Verona da quello di Padova. Il più anziano che si è suicidato aveva 71 anni ed era recluso a Rebibbia Nuovo Complesso: originario di Paliano (in provincia di Frosinone), l'uomo si è impiccato con un lenzuolo all'interno della sua cella singola, era affetto da problemi respiratori e aveva un fine pena fissato per il 2015.

SOVRAFFOLLAMENTO RECORD - Come se non bastasse, in Italia c'è il più alto tasso di affollamento delle carceri nell'Unione Europea: 142,5%. Tradotto, vuol dire che per ogni 100 posti ci sono oltre 140 detenuti: la media europea è del 99,6%. Al 31 ottobre infatti la capienza regolamentare complessiva dei 206 istituti penitenziari è di 46.795 posti, a fronte di una presenza di 66.685 detenuti. Le regioni più affollate sono Liguria (176,8%), Puglia (176,5%) e Veneto (164,1%). Le meno affollate Abruzzo (121,8%), Sardegna (105,5%) e Basilicata (103%). "La dichiarazione dello stato di emergenza per il sovraffollamento carcerario risale al 13 gennaio 2010: il numero dei detenuti al 31/12/2009, subito prima della dichiarazione dello stato di emergenza, era di 64.791. Al 31/10/2012 la presenza era di 66.685 detenuti, 1.894 in più. Ma i detenuti non dovevano diminuire?", domanda l'associazione.

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