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Martedì, 25 Gennaio 2022
CRONACA

Dalla resistenza al Quirinale: addio a Carlo Azeglio Ciampi

L'ex presidente della Repubblica e senatore a vita è morto oggi in una clinica romana. Renzi: "Ha servito con passione l'Italia"

L’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi è morto oggi all’età di 95 anni. Ciampi si è spento in una clinica romana, come riporta il Corriere della Sera. Nato a Livorno nel 1920 è stato il decimo presidente della Repubblica dal 1999 al 2006. In precedenza fu governatore della Banca d’Italia per 14 anni, presidente del Consiglio e più volte ministro.  

Ciampi avrebbe compiuto 96 anni il prossimo 9 dicembre. Su Twitter, il premier Matteo Renzi lo ha ricordato scrivendo: "L'abbraccio del Governo alla signora Franca. E un pensiero grato all'uomo delle Istituzioni che ha servito con passione l'Italia #Ciampi".

LA STORIA DELLA REPUBBLICA NELLA SUA VITA - La vita di Ciampi segue la storia d'Italia e i suoi avvenimenti e i suoi personaggi più importanti. Sin dal principio: sarà Giovanni Gentile a selezionarlo per la facoltà di lettere della Normale di Pisa, luogo in cui conoscerà la sua futura moglie e compagna di una vita Franca Pilla.

Militante del Partito D'Azione, rifiuta di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e da allora comincia la resistenza, in appoggio agli alleati. Nel 1946 sposa Franca, si laurea in giurisprudenza presso l'Università di Pisa e partecipa al concorso che lo fa entrare come impiegato in Banca d'Italia. Qui rimarrà per 47 anni, di cui 14 da governatore.

La sua prima volta fu nell'ottobre del 1979, e oltre a essere governatore divenne anche presidente dell'Ufficio italiano dei cambi. Ricoprì quell'incarico per 26 anni, fino al 1993. Per la sua esperienza l'11 dicembre 1991 consegue la laurea magistrale honoris causa in Economia e commercio dall'Università degli Studi di Pavia.

 

Carlo Azeglio Ciampi: dalla Resistenza al Quirinale | Foto Infophoto

IL PRIMO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NON PARLAMENTARE - Nel 1993 diventa presidente del Consiglio di un governo tecnico di transizione, il primo presidente del Consiglio non parlamentare della storia della Repubblica. Nel 1996 fu nominato ministro del Tesoro per i governi Prodi 1 e D'Alema 1. In questo periodo si impegna per la riduzione del debito pubblico e per l'entrata dell'Italia nella futura moneta unica europea. Inoltre avvia il processo di privatizzazione delle poste italiane.

FOTO CIAMPI 4-2

LA SALITA AL QUIRINALE - Il 13 maggio 1999 venne eletto alla prima votazione, con una larga maggioranza (707 voti su 1010), decimo presidente della Repubblica. Come Pertini, anche Ciampi ha assistito a una finale calcistica dell'Italia: il 2 luglio 2000 come Capo dello Stato era presente allo Stadio De Kuip di Rotterdam nella sfortunata Finale di Euro 2000 persa dagli azzurri ai supplementari per 2-1 contro la Francia. E' inoltre l'unico presidente della Repubblica ad aver ricevuto un David di Donatello per la sua volontà di rilanciare il cinema italiano. Nel 2001, su suo il secondo governo Amato, riportò le celebrazioni della Repubblica al 2 giugno, che non era più giorno festivo dal 1977.

Carlo Azeglio Ciampi | Foto Ansa

UN PRESIDENTE E UNA FIRST LADY AMATISSIMI - Ciampi è stato un presidente con un sempre un alto indice di gradimento popolare nei sondaggi, con una media oscillante tra il 70 e l'80%. Forse parte di questo successo era dovuto alla sua consorte, "donna Franca", che nonostante lo accompagnasse spesso agli incontri istituzionali, era famosa per le sue uscite "fuori protocollo".

FOTO CIAMPI 12-2

UN SECONDO MANDATO DECLINATO - Per queste ragioni spesso le forze politiche lo hanno incoraggiato per un secondo mandato al Quirinale, ma lui stesso per motivi anagrafici ha sempre rifiutato. Si dimette così il 15 maggio 2006, giorno in cui il suo successore, Giorgio Napolitano, ha prestato giuramento. Era stato lo stesso Ciampi a nominarlo senatore a vita, insieme all'illustre scienziata Rita Levi Montalcini, al cui funerale del 2012 sarà presente, nonostante le sue condizioni fisiche.

FOTO CIAMPI 9-2

Per il suo amor di patria è stato designato presidente del comitato organizzativo delle manifestazioni per il centocinquantenario dell'Unità d'Italia nel 2011. Ma le sue condizioni fisiche lo costringono alle dimissioni nell'aprile 2010. A succedergli nell'incarico è stato Giuliano Amato, ex presidente del Consiglio.

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