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Sabato, 21 Maggio 2022
L'orrore di Rescaldina / Milano

Carol Maltesi: i dubbi sui tempi dell'omicidio e tutti gli inganni di Davide Fontana

Il ritrovamento del cadavere fatto a pezzi risale a quindici giorni fa. Dalla casuale scoperta, fatta da un passante, di quei sacchi trovati in un dirupo nel comune di Borno è iniziato uno dei casi di cronaca nera più terrificanti degli ultimi anni

Il ritrovamento del cadavere fatto a pezzi risale a quindici giorni fa. Da quei sacchi trovati in un dirupo nel comune di Borno è iniziato uno dei casi di cronaca nera più terrificanti degli ultimi anni. Carol Maltesi aveva 26 anni: nessuno aveva denunciato la sua scomparsa nonostante avesse un figlio piccolo, dopo oltre due mesi di assenza. Davide Fontana, 43 anni, ha confessato di averla uccisa e fatta a pezzi. Le indagini si concentrano sulle sue ultime ore di vita all’interno della casa di Rescaldina. "Abbiamo trovato riscontri alle dichiarazioni dell'indagato nell'appartamento, sono state individuate tracce ematiche", ha detto il procuratore della repubblica di Busto Arsizio (Varese), Carlo Nocerino, al termine dei primi a accertamenti dei carabinieri.

Omicidio Maltesi: Fontana aveva lavato a fondo tutto l'appartamento

"La ricostruzione di come è avvenuto il delitto è ancora in itinere - ha aggiunto - L'indagato verrà interrogato nuovamente nei prossimi giorni". Fontana aveva totalmente ripulito l'appartamento in cui viveva Maltesi. Ovunque e a fondo. Anche al piano superiore, dove si trova il palo da lap dance a cui Fontana ha detto di aver legato Carol con la scusa di girare un video erotico, per poi colpirla a morte. "È stato tutto accuratamente lavato, abbiamo trovato diversi stracci da periziare", ha precisato il Procuratore. Il congelatore dove il killer ha conservato il corpo della vittima per settimane era posizionato al piano di sotto.

A carico di Fontana non sono emersi precedenti psichiatrici di alcun tipo. E' in carcere, e sarà risentito nei prossimi giorni, mentre gli investigatori continueranno il loro lavoro. Dall'analisi di alcuni computer sequestrati potrebbero emergere dati utili a fare comprendere come mai i due, che nel passato erano stati una coppia, abbiano deciso di girare un video amatoriale che prevedeva che Carol venisse legata a un palo e incappucciata: del tutto inerme e completamente abbandonata nella mani dell’uomo con la quale aveva avuto una breve relazione. Nei pc, scrivono oggi i giornali locali, potrebbero esserci filmati e fotografie precedenti all’aggressione, utili forse a capire la tipologia di materiale prodotto da Fontana e da Carol Maltesi.

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Non solo: in essi si potrebbe capire quale fosse realmente il grado di fiducia che la giovane riponeva in colui che poi l’ha uccisa. E, soprattutto, capire se la giovane abbia accettato di fare il filmato durante il quale è stata barbaramente ammazzata e non sia stata obbligata o ingannata in qualche modo. Sarebbe solo uno dei tanti inganni messi in atto dal reo confesso, che per mesi ha finto di essere Carol parlando via chat con i genitori della vittima e con l'ex compagno, rispondeva sui social ai messaggi inviati alla donna, e aveva persino pagato tramite un'app l'affitto di casa per non allarmare la padrona di casa.

I computer dell’uomo potrebbero dare risposte più precise sulla dinamica e i tempi dell’omicidio di Carol Maltesi. Sul giorno esatto della morte ci sono per ora solo le parole di Fontana, che lo indica nel 10 gennaio. Proprio sul giorno del decesso sarebbero in corso verifiche su quanto dichiarato da un dj, una delle ultime persone a parlare con la vittima. L’uomo aveva infatti spiegato di averle parlato in camerino dopo la serata in un locale di Bolzano (era la notte fra l’8 e il 9 gennaio) e di aver notato che già il giorno 9 gennaio "stranamente" Carol non aveva pubblicato sui social nessuna (o quasi) delle immagini e dei video della serata che le erano state girate. Un comportamento anomalo rispetto a come procede solitamente chi lavora nel settore. Da quel momento i social non sono più stati aggiornati. Cosa è successo, dunque, dopo la mattina di domenica 9 gennaio? Gli investigatori stanno cercando di capirlo. L'ultimo messaggio vocale di Maltesi alla madre risalirebbe al 10 gennaio: poche ore dopo Fontana l'avrebbe uccisa, ma gli inquirenti vogliono ricostruire con la massima esattezza possibile la cronologia esatta del dramma.

Il movente

Il movente, secondo quanto emerso, è ormai chiaro: l'ex fidanzata e partner sui set dell'hard amatoriale, aveva annunciato a Maltesi che "intendeva lasciare Rescaldina e trasferirsi fra il veronese, dove risiedeva il figlioletto, e Praga". Ma lui, si legge nell'ordinanza di convalida del fermo, "non poteva accettare di vivere senza la ragazza, che per lui era tutto". Quindi durante l'ultimo rapporto, filmato con il cellulare, "aveva pensato che l'avrebbe persa". La colpiva alla testa col martello, "le toglieva barbaramente la vita, durante un gioco erotico che avevano concordato, approfittando della evidentemente incondizionata fiducia che la giovane riponeva in lui", sottolinea il gip.

Solo intorno al 20 marzo butterà i resti di Carol Maltesi nel burrone a Paline di Borno. Un passante li troverà non molto dopo. Il 28 marzo il killer va dai carabinieri di Rescaldina a suo dire per "togliersi un peso", con l’intento, poi, di suicidarsi. Forse un'altra bugia, l'ultima. "Evidenti" e "macroscopiche" le esigenze cautelari secondo il giudice: avendo mostrato "totale assenza di umana compassione", "c’è l’elevata probabilità che commetta in futuro altri delitti".

Davide Fontana è recluso nel carcere di Brescia.

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