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Lunedì, 16 Maggio 2022
Il delitto

Carol Maltesi: le parole del "fidanzato" e i dubbi sul video prima dell'omicidio

Salvatore Galdo, che si dice il fidanzato della ragazza uccisa a Rescaldina da Davide Fontana, va in tv e ipotizza la premeditazione del delitto: "La storia del video se l'è inventata. L'ha uccisa perché non voleva farle fare la sua vita"

"Io non ero geloso, ma l'amavo e per questo le dicevo che doveva allontanarsi da quel Davide che non mi piaceva, era morboso, era ossessionato da lei, le stava attaccato 24 ore al giorno e l'aveva convinta che lei avesse bisogno di lui". A parlare è Salvatore Galdo, che si dice il fidanzato di Carol Maltesi, la ragazza uccisa da Davide Fontana, rilasciate in un'intervista che sarà proposta stasera, 5 aprile, a "Fuori dal Coro" su Retequattro.

Omicidio Carol Maltesi: c'è la premeditazione?

"Davide - dice Galdo - non ha mai accettato che Carol dopo la breve relazione che avevano avuto due anni fa, durante il lockdown, lo avesse lasciato e proprio ai primi di gennaio lei finalmente aveva deciso di staccarsi definitivamente da lui e questo evidentemente lo ha fatto scattare. Lui avrà pensato: o con me o niente. Per questo credo che il delitto sia stato premeditato. La storia del video se l'è inventata. L'ha uccisa perché non voleva farle fare la sua vita. Lei voleva stare con me. Voleva venire a vivere con me" continua il trentenne. "Io e lei - dice - eravamo fidanzati, siamo stati fidanzati fino all'ultimo momento della sua vita perché non è vero che lei mi aveva lasciato. Lui dopo che l'ha uccisa mi ha scritto fingendosi lei". "Eravamo simili, eravamo fatti l'uno per l'altra. Io volevo sposarla, le ho regalato un anello di fidanzamento che lei ha giurato di non togliersi mai più ed eravamo felici".

Il giovane racconta anche che, dopo giorni dalla morte di Carol, ha ricevuto una chiamata dal suo profilo, ma non è riuscito a rispondere in tempo. Ha cercato, invano, di richiamarla più volte finché disperato ha scritto a Fontana, chiedendogli di farlo contattare da Carol: "Dorme sempre" la risposta. 

L'omicidio di Carol Maltesi a Rescaldina

Il ritrovamento del cadavere fatto a pezzi risale a quindici giorni fa. Da quei sacchi trovati in un dirupo nel comune di Borno è iniziato uno dei casi di cronaca nera più terrificanti degli ultimi anni. Carol Maltesi aveva 26 anni: nessuno aveva denunciato la sua scomparsa nonostante avesse un figlio piccolo, dopo oltre due mesi di assenza. Davide Fontana, 43 anni, ha confessato di averla uccisa e fatta a pezzi. Le indagini si concentrano sulle sue ultime ore di vita all’interno della casa di Rescaldina. "Abbiamo trovato riscontri alle dichiarazioni dell'indagato nell'appartamento, sono state individuate tracce ematiche", ha detto il procuratore della repubblica di Busto Arsizio (Varese), Carlo Nocerino, al termine dei primi a accertamenti dei carabinieri. Davide Fontana è recluso nel carcere di Brescia, sorvegliato a vista.

L'omicidio risale a tre mesi fa. Solo intorno al 20 marzo Davide Fontana  butterà i resti di Carol Maltesi nel burrone a Paline di Borno. Un passante li troverà non molto dopo. Il 28 marzo il killer va dai carabinieri di Rescaldina a suo dire per "togliersi un peso", con l’intento, poi, di suicidarsi. Forse un'altra bugia, l'ultima di tante.

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