Mercoledì, 16 Giugno 2021
Marijuana

Un viaggio nel nome della cannabis

Parte la "Carovana della Canapa", un progetto per incontrare e conoscere le tante realtà nel nostro Paese che si occupano di questo tema da molti punti di vista. Ma anche un modo per portare avanti il percorso verso una legge per la depenalizzazione

La libertà di coltivare la canapa e di poter usufruire delle sue qualità, dal suo uso terapeutico a quello ricreativo. Perché la battaglia per la legalizzazione è la stessa di chi lotta contro le mafie e il mercato nero. Queste sono le ragioni che hanno spinto l'associazione "Canapa Italiana" e il Coordimento piemontese unitario per la legalizzazione della canapa a partire per incontrare e far conoscere quelle realtà che nel nostro Paese da anni si occupano di questo tema. 

E' nata così la prima "Carovana della Canapa": "Un progetto che da tempo abbiamo in cantiere e che vuole rilanciare il dibattito sulla legalizzazione. Tante sono le realtà che si occupano di questo in Italia dal punto di vista agricolo, culturale, alimentare, terapeutico. Adesso è arrivato il momento di metterle in rete e dare vita a un vero e proprio movimento che possa far comprendere le ragioni della legalizzazione" ci spiega Giovanni Foresti, presidente dell'associazione "Canapa Italiana". 

Il viaggio partirà proprio dal Piemonte, dove a livello regionale è già stata approvato l'uso terapeutico a carico del sistema sanitario regionale. Poi ci si sposterà in tutte le regioni d'Italia, dal nord a sud fino alle isole. Qui si incontreranno medici, pazienti, associazioni, avvocati, centri sociali e tutti coloro che se ne occupano già attivamente e ne chiedono la legalizzazione. Tanti infatti sono già le persone che fanno un vero e proprio uso terapeutico della cannabis, per la cura di patologia gravi e gravissime, come sclerosi multipla e sla. Ma c'è anche chi si batte per poter usare la canapa come tessuto, per farsì che la sua storia si conosca e per il suo uso ricreativo.  

Alla fine del viaggio gli ideatori realizzeranno un film documentario per fotografare lo "stato della canapa" nel nostro Paese. Perché un progetto di legge c'è già ma il suo iter parlamentare è ancora lungo: "Saremmo felici di incontrare e intervistare alcuni dei 150 parlamentari coinvolti e di far nascere, lungo tutto il viaggio, un dibattito critico partecipato e democratico intorno alla loro proposta" continua Foresti. 

In effetti un monito al presidente del Consiglio Matteo Renzi su questo tema era arrivato anche dalla Direzione nazionale antimafia, che aveva sottolineato "l'oggettiva inadeguatezza di ogni sforzo repressivo" contro lo spaccio. Inoltre tante sarebbero "le ricadute che la depenalizzazione avrebbe in termini di deflazione del carico giudiziario, di liberazione di risorse disponibili delle forze dell’ordine e magistratura per il contrasto di altri fenomeni criminali e, infine, di prosciugamento di un mercato che, almeno in parte, è di appannaggio di associazioni criminali agguerrite". Infine da poco è stato pubblicato il sesto Libro bianco sulle droghe, che fotografa come nel nostro Paese, una legge come la Fini-Giovanardi sia stata, mentre era in vigore, uno dei fattori più incisivi del sovraffollamento carcerario. 

La campagna itinerante della carovana vuole anche arrivare a settembre con "una legge e una rete che si batta": "Ci metteremo a un tavolo con questi obiettivi, ma anche per promuovere un uso consapevole, una vera e propria cultura che eviti che si ricada, con un eventuale legge, in un consumismo sfrenato e in una speculazione che non sarebbero molto dissimili da quanto fatto finora dal mercato nero. Il nostro progetto ha un fine sociale e di sensibilizzazione per questo vorremmo che tutti nel nostro Paese fossero più consapevoli" conclude Giovanni Foresti. 

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