Mercoledì, 21 Aprile 2021
Italia

Coppie gay, la rabbia dopo il decreto: "Salvini non può giocare con la vita di nostra figlia"

Con il ritorno della dicitura padre madre sulla carta d'identità il rischio è che i figli di coppie gay si vedano negata la carta di identità per l'espatrio oppure si ritrovino la famiglia dimezzata

"I figli delle coppie gay non sono bambini di serie B a cui non spetta la carta di identità". Daniela D'Anna è referente per le Famiglie Arcobaleno in Sicilia e -con la moglie Celeste- è la mamma di una bimba di otto anni. Daniela è arrabbiata per il provvedimento a firma del vicepremier Matteo Salvini che prevede il ritorno della dicitura 'padre' e 'madre' sulla carta di identità per i minorenni.

"Fare il ministro è una cosa seria e non si può giocare con la vita delle persone. Perché con questo decreto ministeriale si va a intaccare l'identità del minore e il diritto all'identità è inalienabile".

"Questo decreto è illegittimo oltre che palesemente discriminatorio" spiega Daniela a riguardo dell'atto ufficializzato in Gazzetta Ufficiale ma firmato il 31 gennaio scorso dal ministero dell'Interno Matteo Salvini, da quello della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno e da quello dell'Economia, Giovanni Tria.

"Un decreto ministeriale si fa, di solito, per una questione urgente - chiosa Daniela D'Anna in una intervista all'Adnkronos - mentre non si capisce qual è l'urgenza di modificare sulla tessera dei minori le diciture di 'genitore 1' e 'genitore 2'. Forse il ministro Salvini deve dare una risposta ai signori del Congresso mondiale delle famiglie di Verona e ai magnati che ci stanno dietro? O, forse, per pura propaganda politica, tenuto conto che il ministro dell'Interno dovrebbe sapere che un decreto ministeriale non può sostituire una legge...".

Daniela D'Anna parla, quindi, di una "azione assolutamente tendenziosa" per "mettere panico all'interno degli uffici di Stato civile dei Comuni, una gestione quotidiana che è già difficile". E poi se la prende anche con la ministra della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, palermitana: "Ha detto che non era una priorità - dice - eppure l'ha firmata. Perché?".

Ricorso al tar per genitore 1 e genitore 2

Le associazioni delle Famiglie Arcobaleno dopo avere appreso la notizia hanno annunciato ricorso al Tar, tante le coppie di omosessuali che si stanno rivolgendo agli avvocati. E il comune di Torino, apripista nella lotta per i diritti delle Famiglie Arcobaleno con la registrazione all'anagrafe del figlio di due mamme, si è ribellata al provvedimento del governo gialloverde con cui è stata abolita la dicitura 'genitore 1' e 'genitore 2'. La Regione Piemonte ha già annunciato che chi volesse ricorrere potrà farlo con il suo aiuto economico.

"Siamo genitori preoccupati - ha detto ancora Daniela D'Anna - come ha anche sottolineato di recente Giuseppe La Delfa, ex Presidente delle Famiglie Arcobaleno, che ha una figlia di 16 anni a cui è scaduta la carta di identità e si poneva l'interrogativo su come può inficiare il decreto ministeriale sul rilascio del nuovo documento".

Daniela e Celeste, unite legalmente grazie all'unione civile dal luglio 2017, hanno quindi ricordato il giorno in cui è avvenuta, con una cerimonia pubblica al Comune di Palermo, tenuta dal sindaco Leoluca Orlando, l'annotazione sul documento di nascita dei minori con il riconoscimento delle due mamme o dei due papà. E Daniela racconta un aneddoto. Quando c'è stata la cerimonia ufficiale al Comune per il riconoscimento, il sindaco Orlando chiese alla figlia di Daniela e Celeste se fosse contenta che anche 'l'altra mamma' fosse riconosciuta ufficialmente sul documento'. "Nostra figlia lo guardò e rispose scettica: 'Ma per me non cambia niente'. Perché, in effetti, per noi non è mai cambiato nulla, se non la formalità sul documento".

Con il decreto ministeriale il rischio è che i figli di coppie gay si vedano negata la carta di identità per l'espratrio, soprattutto quelli che hanno visto la loro origine riconosciuta da sentenze dei tribunali poi trascritte dall'anagrafe, oppure nel documento valido solo per l'Italia si ritrovino la famiglia dimezzata, un solo genitore.

"Siamo genitori preoccupati - ha detto ancora Daniela D'Anna - preoccupate per il futuro. La carta di identità è stata rinnovata nel 2018 e grazie a Dio scadrà solo tra 4 anni, magari nel frattempo le cose cambieranno...".

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