Sabato, 6 Marzo 2021
Aosta

La casa di Cogne all'asta per 800mila euro

Il tribunale di Aosta ha disposto la vendita della villetta di Annamaria Franzoni, condannata per l'omicidio del figlio Samuele, avvenuto nel 2002 proprio in quell'immobile. La decisione è arrivata dopo un contenzioso con l'avvocato Taormina

La villetta di Cogne

Sarà di 800mila euro la base d'asta per la vendita della villetta di Cogne, disposta dal tribunale di Aosta, che lo scorso settembre aveva respinto le richieste di Annamaria Franzoni e del marito Stefano Lorenzi di sospensione dell'esecuzione immobiliare. La data in cui avverrà il tentativo di vendita della casa, dove nel 2002 venne ucciso il piccolo Samuele, non è ancora stata fissata. 

Il contenzioso con l'avvocato Carlo Taormina nasce da una sentenza civile passata in giudicato a Bologna. La Franzoni, condannata per l'omicidio del figlio, era stata difesa dall'avvocato Taormina, che però non era mai stato pagato e si era quindi rivolto alla magistratura.Una sentenza civile del tribunale di Bologna passata in giudicato aveva imposto a Franzoni di risarcire Taormina per oltre 275mila euro per il mancato pagamento degli onorari difensivi, divenuti circa 450mila all'atto del pignoramento.

Cogne, la battaglia legale Franzoni-Taormina

L'avvocato Taormina, assistito dal figlio Giorgio, nei mesi scorsi aveva pignorato l'unico bene aggredibile di Annamaria Franzoni, cioè la sua parte della proprietà immobiliare della villetta. I legali di Franzoni e Lorenzi, gli avvocati Maria Rindinella e Lorenza Parenti, si erano opposti al procedimento notificato a gennaio sostenendo, tra l'altro, che la villetta non fosse pignorabile perché facente parte di un fondo patrimoniale costituto a maggio 2009.

Il giudice però ha respinto tale argomentazione, sottolineando come la costituzione di tale fondo – fatta da Lorenzi in qualità all'epoca di tutore della moglie interdetta a seguito della condanna penale per la morte del figlio – sia in realtà ricollegabile alla vicenda processuale di Franzoni la quale, per il suo stato, non poteva occuparsi dei bisogni materiali e morali della famiglia. Anche il debito contratto con Taormina è stato considerato legati ai bisogni della famiglia, in quanto "funzionale a ottenere la possibilità, per lei, di ritornare il prima possibile ai suoi affetti", perciò "se il debito ha queste caratteristiche, il fondo non può essere motivo di opposizione". Si è arrivati così alla vendita dell'immobile: adesso manca soltanto la data dell'asta.

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