Giovedì, 22 Aprile 2021
Roma

Casapound, sequestro preventivo per la sede di Roma

La decisione del gip è arrivata al termine delle indagini condotte dalla Digos: la Procura ha così ottenuto il sequestro preventivo della sede per il reato di occupazione abusiva

La sede di Casapound a Roma (FOTO ANSA)

La Procura di Roma ha chiesto e ottenuto dal gip il sequestro preventivo per la sede di Casapound di via Napoleone III: il reato contestato è quello di occupazione abusiva. La decisione è arrivata al termine dell'indagine condotta dalla Digos della Questura di Roma. Il provvedimento era stato annunciato nella giornata di mercoledì 3 giugno dal vice ministro dell'Economia Castelli, ma adesso siamo passati dalle parole ai fatti: Casapound dovrà lasciare il suo storico quartier generale dove vivono una ventina di famiglie in emergenza abitativa.

Il portavoce dei militanti di estrema destra, Davide Di Stefano, aveva dichiarato a caldo di aver solo partecipato a un incontro in Questura. E inizialmente la stessa Questura, mantenendo il massimo riserbo sulla vicenda, aveva smentito che fossero partite notifiche a riguardo. 

Casapound, il vice ministro Castelli: "Ripristiniamo la legalità"

"Finalmente verrà sgomberata la sede di Casapound" ha informato per prima ieri in serata la vice titolare all'Economia. Seguita poi da Raggi, più cauta nei toni in attesa di conferme: "Qualcosa si muove. Ripristiniamo la legalità". Un'accelerata all'iter di sgombero che sembrava lontano dal vedere la luce. Lo stabile, lo ricordiamo, è di proprietà dell'agenzia del Demanio, e a luglio 2019 il suo ex direttore Riccardo Carpino ne aveva ordinato lo sgombero con una diffida, atto impugnato mesi dopo prima al Tar poi al Consiglio di Stato dagli stessi militanti di estrema destra. Iter a cui si affianca un'indagine della Corte dei Conti che ha chiesto un risarcimento a funzionari del Demanio e del Miur (il ministero dell'istruzione ha avuto lo stabile in uso) per mancata riscossione dei canoni. 

Sede Casapound, indagati 16 esponenti

Sono 16 gli esponenti di Casapound indagati dalla Procura di Roma per associazione a delinquere finalizzata all'istigazione all'odio razziale e occupazione abusiva di immobile, tra i quali i leader del movimento. Ora intanto, dopo la decisione del gip che ha disposto il sequestro della sede del movimento, nel palazzo occupato in via Napoleone III, si attende che il provvedimento venga notificato agli indagati, all'inizio della prossima settimana. Da quel momento in poi, la struttura entra nella disponibilità del Tribunale mentre a decidere sui tempi per lo sgombero sarà il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, che dovrà coordinarsi con la Procura capitolina.

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