Martedì, 18 Maggio 2021

Occupavano le case popolari e le usavano per spacciare: 29 arresti

I membri del clan finiti in manette sfrattavano i legittimi assegnatari delle abitazioni per usarle per lo smercio di stupefacenti tra Napoli, Verona, Castel Volturno, Terni, Reggio Emilia, Ferrara e Bari

Foto di repertorio

Sfrattavano i legittimi assegnatari delle case popolari per usarle come 'basi' per lo spaccio di stupefacenti: per questo motivo i carabinieri di Castello di Cisterna, su richiesta della Dda di Napoli, hanno arrestato 29 persone tra Napoli e provincia, Verona, Castel Volturno, Terni, Reggio Emilia, Ferrara e Bari. Le persone finite in manette sono affiliati al clan della camorra dei “mariglianesi” (attivo tra Marigliano e i comuni confinanti), una costola del clan napoletano dei “Mazzarella”.

L’indagine ha scoperto un’associazione di tipo mafioso che organizzava e gestiva lo spaccio di ogni tipo di droga nei complessi di edilizia popolare di Marigliano e San Vitaliano (Napoli). Le piazze di spaccio erano attive 24 ore su 24 e il clan aveva arruolato spacciatori e vedette in gran parte tra i residenti delle palazzine. Lì il clan aveva inserito famiglie di fiducia, sfrattando gli originari assegnatari degli alloggi. Scoperti anche 2 tentati omicidi a colpi di pistola e mazze da baseball e una gambizzazione nei confronti di 3 “capi piazza” che erano restii a pagare la “quota” al clan. 

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L’organizzazione rimpinguava le casse anche dissanguando commercianti, imponendo il “pizzo” a supermercati, imprese funebri, edili, ambulanti, negozi di ortofrutta, pizzerie. Un imprenditore intenzionato a non pagare fu sequestrato per essere portato “al cospetto” del vertice del clan, sequestro organizzato anche con la complicità della mamma del reggente. Le donne infatti partecipavano a pieno titolo alle scelte strategiche dell’organizzazione. Contestati anche la detenzione illegale di armi e il favoreggiamento, per le “vedette”. Tutti i reati sono aggravati da metodo e finalità mafiosi.

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