Domenica, 18 Aprile 2021
Caserta

Schiaffi e spintoni a uno studente autistico: arrestato insegnante di sostegno

Un 53enne è finito ai domiciliari a Caserta. Ad incastrarlo le riprese delle telecamere di sicurezza

Foto di repertorio

Un insegnante di sostegno di un istituto scolastico di Caserta è finito agli arresti domiciliari con l'accusa di maltrattamenti ai danni di un ragazzo autistico di 14 anni. I carabinieri della compagnia di Caserta questa mattina hanno dato in esecuzione l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della locale Procura, a carico di S.V., 53enne di Caserta.

Il provvedimento cautelare è stato emesso a seguito di un'articolata attività investigativa, avviata dopo della denuncia presentata dai genitori del minore nel mese di marzo di quest'anno. I familiari segnalavano che il figlio negli ultimi tempi aveva assunto atteggiamenti aggressivi ed aveva manifestato una certa riluttanza ad andare a scuola, cosa mai verificatasi in passato, precisando di aver appreso da alcuni compagni di classe che l'insegnate di sostegno del figlio, in diverse occasioni, aveva usato violenza nei suoi confronti durante le lezioni.

Schiaffi e spintoni allo studente autistico: la denuncia dei genitori

"Schiaffi, lancio di oggetti e spintoni fino a far rovinare a terra il giovane" è quello che veniva segnalato dai genitori nella denuncia anzi aggiungevano "di aver assistito personalmente ad un episodio in cui l'assistente di sostegno aveva stretto senza motivo le dita intorno al collo del ragazzo, per poi fingere di abbracciarlo una volta accortosi della loro presenza. In tale circostanza, la vicenda era stata già segnalata al dirigente scolastico che aveva richiamato il docente".

Le indagini svolte dai carabinieri di Caserta, avvalendosi di riprese audio-video all'interno della classe, hanno confermato le condotte illegali dell'insegnante di sostegno ai danni del ragazzo. Sono stati accertati infatti numerosi episodi di ingiustificata ed assurda violenza. I maltrattamenti, inoltre, venivano attuati in situazioni in cui la vittima era seduta calma e tranquilla al suo banco o, al più, accennava ad alzarsi avvicinarsi alla finestra e guardare fuori senza alcuna ragione di essere richiamato per un rimprovero.

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