Domenica, 13 Giugno 2021
La denuncia / Ravenna

Cashback, 15 scontrini in pochi minuti: "Benzinai esasperati dai furbetti". E si rompono pure le pistole

L'ultimo caso arriva da Faenza. Lo stratagemma per scalare la classifica del supercashback resta legale

Foto di repertorio

Dall'introduzione del bonus sono passati ormai molti mesi, ma una soluzione ai "furbetti del cashback" non è stata ancora trovata. L'ultima denuncia arriva da Faib-Confesercenti (Federazione Italiana Benzinai) che documenta altri episodi di transazioni multiple alle pompe di benzina. Micro-rifornimenti di importo spesso inferiore ad un euro "con diverse ripetizioni consecutive, anche in orario notturno dopo le ore 22".

Il trucchetto è ormai arcinoto. L'obiettivo di chi lo mette in pratica è ottenere il super rimborso da 1.500 euro messo in palio per i primi 100.000 cittadini che totalizzano, in un semestre, il maggior numero di transazioni con carte di credito, carte di debito e prepagate, bancomat e app di pagamento. Il così detto super cashback.

Cashback, 15 scontrini in pochi minuti: il caso a Faenza

"Il danno riscontrato dai gestori è sicuramente derivante dalle commissioni sulle transazioni elettroniche, sempre molto alte, ma ora si aggiungono anche le riparazioni alle pistole di rifornimento" spiegano dalla federazione dei benzinai. Le sollecitazioni continue renderebbero infatti molto più frequenti infatti anche le rotture delle pompe di benzina, causando peraltro anche disservizi alla collettività. La Faib cita il caso di due imprenditrici, titolari di una stazione di servizio a Faenza, che "ci hanno inviato, esasperati, una fotografia che mostriamo volentieri per evidenziare il loro disagio: si tratta di 15 scontrini emessi a seguito di micro-rifornimenti notturni a distanza di pochissimo tempo l'uno dall'altro, imputabili quindi a un'unica persona". 

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"Questo 'frazionamento' degli acquisti - spiega la federazione dei benzinai - deve essere evitato con divieti di effettuare operazioni ripetute nel giro di un lasso di tempo ristretto, (minuti o addirittura secondi), come altri interventi che si potrebbero studiare per arginare questo fenomeno che danneggia una categoria già in sofferenza. Occorre trovare una soluzione congrua per evitare anche che questa dinamica possa falsare l'iniziativa a scapito di chi partecipa alla classifica in modo onesto".

Un altro caso di transazioni multiple è stato di recente segnalato a Mortara, in provincia di Pavia, dove una persona ha fatto rifornimento per 60 centesimi totali a suon di 10 centesimi per ogni singolo intervento. "L''incasso è stato inferiore alle commissioni da pagare", ha constatato con amarezza il titolare. 

Cosa ne sarà del cashback?

Anche (ma non solo) a causa dei furbetti delle transazioni multiple il cashback è finito da tempo nel mirino della politica. Sul tavolo ci sono le ipotesi di porre un limite temporale alle transazioni da effettuare durante la giornata e quella di far partecipare al bonus soltanto le transazioni che sono al di sopra di una certa soglia. Ma di concreto non è stato deciso nulla. Quello delle micro-transazione resta dunque un escamotage che non ha nulla di illegale. 

Il destino del cashback resta in bilico. All'interno della maggioranza la misura è ormai difesa solo dai 5 Stelle ed è indicativo il fatto che nel piano nazionale di ripresa e resilienza non venga previsto alcun fondo per sostenere la misura. Resta ovviamente in piedi la possibilità di rifinzanziare il cashback con i fondi ordinari, ma non si può escludere neppure l'eventualità che dopo la prima scadenza, prevista a luglio, il bonus anti-evasione venga effettivamente accantonato.

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