Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

In Italia sette casi di discriminazione al giorno: "Allarme razzismo"

La rete di organizzazioni che fanno capo al progetto Voci di Confine: "La tentata strage di stampo razzista di Macerata impone una profonda riflessione sulla pericolosa diffusione del fenomeno del razzismo". Le statistiche aggiornate sui casi di discriminazione

In Italia ogni giorno ci sono almeno sette i casi di discriminazione, il 69% per motivi etnico-razziali. E' ciò che si legge in un comunicato diffuso dalla rete di organizzazioni che fanno capo al progetto "Voci di Confine", in cui si afferma che "la tentata strage di stampo razzista di Macerata impone una profonda riflessione sulla pericolosa diffusione del fenomeno del razzismo".

Contro il fenomeno del razzismo e delle discriminazioni l'Italia ha un sistema normativo in teoria bene attrezzato, precisano le organizzazioni. "Tuttavia i dati ufficiali ci raccontano di un'Italia in cui i casi di razzismo sono all'ordine del giorno - si afferma nella nota - nel 2016 l'Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) ha aperto 2.939 istruttorie per casi segnalati di discriminazione di cui 2.652 sono risultate pertinenti (in media più di 7 al giorno). Il 69% riguardano fatti discriminatori per motivi etnico-razziali".

"L'Odihr (Office for Democratic Institutions and Human Rights) dell'Osce, che raccoglie ogni anno i dati sugli hate crimes in Italia, segnala che su 555 crimini d'odio rilevati dalle forze dell'ordine nel 2015, 369 erano relativi a episodi di razzismo e xenofobia - si precisa ancora - a questi si aggiungono altri 101 casi riportati da organizzazioni della società civile".

No agli stereotipi

"Cavalcare lo stereotipo che la presenza degli immigrati sia la base di tutti i problemi degli italiani o mettere in connessione l'immigrazione con il tema della sicurezza, si sta dimostrando una tendenza molto pericolosa", ha detto Renata Torrente, referente di Voci di Confine per Amref, organizzazione capofila.

"La narrazione sui cittadini di origine straniera presenti in Italia va normalizzata su dati precisi di realtà e con informazioni corrette; l'intento di Voci di Confine è anche contrastare il razzismo mettendo in piedi una campagna di comunicazione e azioni di sensibilizzazione che usano e citano ricerche, dati e fonti autorevoli sul fenomeno della migrazione, chiamando tutti alla responsabilità di fare altrettanto se si vogliono sostenere o mettere a confronto opinioni diverse", ha aggiunto.

Quando i migranti sono italiani (e diventano bersaglio dei razzisti)

"Macerata campanello d'allarme"

"Gli avvenimenti occorsi a Macerata nei giorni scorsi sono un campanello di allarme che non dobbiamo sottovalutare come cittadini, prima di tutto, e poi come operatori del terzo settore", ha dichiarato Simone Bucchi, Presidente CSV Marche, una delle organizzazioni che fanno parte del progetto Voci di Confine.

"Da anni - continua - siamo impegnati per rafforzare le reti territoriali che mettono al centro i bisogni delle persone più vulnerabili, e continueremo a farlo con ancora maggior convinzione, lavorando nel mondo del volontariato, rivolgendoci ai giovani e ai ragazzi, interloquendo con gli enti locali e con tutti coloro che come noi credono fermamente che le Marche siano una regione plurale, solidale e accogliente verso ogni individuo desideroso di costruirsi un futuro qui, a prescindere dal colore della pelle o dalla religione professata - ha aggiunto - il nostro impegno nel progetto Voci Di Confine sarà, per queste ragioni, ancora più consapevole e ci rendiamo disponibili a dialogare con tutti coloro che vogliono impegnarsi per raccontare una storia diversa della migrazione e dell'accoglienza".

Voci di Confine

La Rete della Diaspora Africana (Redani), parte del progetto Voci di confine, ha dichiarato, in merito al ferimento a Macerata di cinque persone: "Riteniamo che questo atto di una gravità enorme sia la conferma della regressione culturale in corso nel Paese. Non crediamo che il Sig. Luca Traini abbia un mandante per il crimine commesso, ma siamo convinti che questo atto criminale si è potuto commettere, perché c'è un clima generalizzato di intolleranza verso lo straniero".

Cofinanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, il progetto Voci di Confine è nato dall'esperienza di 16 organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani, enti locali di confine impegnati ogni giorno nella gestione del fenomeno migratorio, associazioni delle diaspore e di volontariato, imprese sociali, enti di ricerca ed esperti della comunicazione: Amref Health Africa - Italia Onlus, Amref Health Africa - Headquarters, Africa e Mediterraneo, Associazione Le Réseau, Centro Servizi Volontariato Marche, Centro Studi e Ricerche Idos (IDOS), Comitato Permanente per il Partenariato Euromediterraneo (COPPEM), Comune di Lampedusa, Comune di Pesaro, Etnocom, Internationalia, Provincia Autonoma di Bolzano, Regione Puglia, Rete della Diaspora Africana Nera in Italia (REDANI), Step4, Terre des Hommes Italia.

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