Domenica, 24 Ottobre 2021
Caso Magherini

Caso Magherini: parte il processo per capire come Riccardo è morto

Al via l'udienza preliminare del processo Magherini, l'ex calciatore della Fiorentina morto dopo un fermo dei carabinieri. Un testimone chiave e i video inchioderebbero gli agenti. Ma ancora le perizie non hanno confermato la causa della morte

E' iniziata oggi al tribunale di Firenze l'udienza preliminare sul caso della morte di Riccardo Magherini, moto nel marzo 2014 dopo un fermo dei carabinieri. Tutto rinviato al 3 febbraio ma intanto al gup Fabio Frangini sono stati portati nuovi documenti medico-legali: quelli del pm Luigi Bocciolini e quelli dell'avvocato Francesco Maresca, difensore dei quattro carabinieri accusati di omicidio colposo.

QUELLA NOTTE E I SUOI IMPUTATI - Bisognerà aspettare per comprendere cosa emergerà dal confronto tra le diverse tesi medico-scientifiche, che dovrebbero chiarire se Riccardo sia morto per una excited delirium syndrome o, invece, per essere stato compresso a terra dai carabinieri che lo avevano fermato. Parti civili del processo il padre di Riccardo, Guido, il fratello Andrea, moglie, figlio e altri parenti. Dall'altra parte invece ci sono i quattro carabinieri imputati e 3 soccorritori della Croce rossa che intervennero la notte tra il 2 e il 3 marzo. Tra i militari uno di loro dovrà anche rispondere dell'accusa di percosse, inchiodato dal video in cui lo si vede prendere a calci Riccardo a terra mentre lui invoca aiuto. Il maresciallo presente risponde "non rompere i coglioni" e Riccardo ricorda ai militari di avere un figlio e li supplica di chiamare l'ambulanza. Quando arriva gli operatori del 118 non si accorgono delle condizioni di Riccardo e, secondo i legali dei soccorritori, i carabinieri ne hanno impedito l’intervento. 

I TESTIMONI - Importante in questo processo il ruolo di chi ha visto quello che è successo nella notte tra il 2 e il 3 marzo a San Frediano: sono nove i testimoni che raccontano dei calci sul fianco e c'è chi parla anche di un agente con un ginocchio sul collo di Riccardo. In un video registrato da un telefonino si sente la voce di un giovane mentre dice al carabiniere di non dare i calci. Uno degli occhi chiave del processo è Matteo Torretti, che ha recentemente rilasciato la sua prima intervista a Il Fatto Quotidiano:

I carabinieri lo hanno  accerciato  e poi portato in ginocchio e buttato a terra, dopodiché gli sono saliti sopra fino ad averlo letteralemente  schiacciato.  Margherini  urlava che era un bravo ragazzo che non aveva fatto niente e che aveva figli

COCAINA O SOFFOCAMENTO - Sulla morte naturale o su quella per lesioni si gioca invece la disputa delle perizie legali. Secondo le indagini i carabinieri tennero Riccardo ammanettato in posizione prona per 25 minuti e questo per i medici legali incaricati dal pm Luigi Bocciolini avrebbe influito sul meccanismo asfittico, tale da ridurre la dinamica respiratoria: "L’intossicazione acuta da cocaina, l’immobilizzazione da parte dei carabinieri, nonché i tentativi di liberarsi, la posizione in cui è stato tenuto, sono tutti fattori che hanno contribuito alla morte". C'è poi la perizia di altri consulenti del pm, i tossicologi Francesco Mari ed Elisabetta Bertol, che afferma che Riccardo sarebbe morto in preda a un’intossicazione acuta da cocaina che ha scatenato la excited delirium syndrome. 

L'avvocato della famiglia Magherini, Fabio Anselmo, ha spiegato che sarà Steven Karch, uno dei più noti tossicologi americani, il loro consulente durante il processo. 

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