Lunedì, 27 Settembre 2021
MALASANITA'

Mastrogiovanni, il processo: "Giustizia per la tortura che Franco ha subìto"

Riprende il processo a medici e infermieri per la morte di Franco, che dopo quattro giorni legato a un letto dell'ospedale di Vallo della Lucania, non ce l'ha fatta

La storia di Francesco Mastrogiovanni è "solo" una storia di tortura. Francesco era nelle mani dei medici e degli infermieri ed è morto dopo una tragica agonia durata giorni, tutta documentata dalle telecamere di sorveglianza: legato mani e piedi in un letto di contenzione, senza essere alimentato. Una condanna c'è già stata, per i sei medici che lo assistevano mentre i dodici infermieri sono stati assolti. 

Alla scorsa udienza del processo, come a questa, c'erano i parenti e gli amici di Franco. Poi c'era anche Giu­seppe Man­co­letti, l’imbianchino di Capac­cio, com­pa­gno di stanza di Mastro­gio­vanni a cui ven­nero legate le mani. La contenzione, in quell'ospedale, sembrava una pratica consuetudinaria. Il direttore sanitario dell'ospedale di Vallo della Lucania aveva detto: "La contenzione è una terapia". Sarebbe da chiedersi allora perché nessuno ha annotato quella "terapia" nella cartella clinica di Franco, che è morto e il suo cadavere è stato slegato solo sei ore dopo.

In effetti il caso di Franco ha un particolarità: c'è un video che documenta, minuto dopo minuto quell'agonia: "Anche per il giudice la principale prova è costituita dal filmato, dalle immagini del sistema di videosorveglianza interno al reparto di psichiatria dell'ospedale di Vallo della Lucania. Il giudice ha ammesso che Franco 'dopo aver mangiato un panino si è addormentato e mentre dormiva è stato contenuto ai quattro arti e poi non è stato mai più slegato" spiega Vincenzo Serra, cognato di Franco e membro del Comitato verità e giustizia Mastrogiovanni. 

A quest'udienza era presente l'associazione milanese Movimento per la giustizia Robin Hood, che da anni si occupa di tutela dei diritti della persona. Oltre alla condanna anche degli infermieri, l'associazione ha chiesto alla Procura la riapertura delle indagini per i fatti che si sono svolti prima dell'ingresso di Franco nel reparto di psichiatria con l'incriminazione di alcuni soggetti che hanno deposto durante il dibattimento di primo grado. 

Adesso si attenderà la prossima udienza, prevista per metà aprile, dove ci sarà la requisitoria del procuratore generale: "La nostra è solo una richiesta di giustizia e contrariamente a quanto scritto da qualcuno nei giorni scorsi nessun 'rigurgito forcaiolo o di vendetta' nei confronti degli imputati da parte dei familiari delle vittime" conclude Serra.
 

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