Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Caso Orlandi, il Vaticano: "Reperti ossei precedenti alla fine dell'Ottocento"

Secondo la santa sede le ossa raccolte e repertate nel cimitero teutonico non appartengono alla giovane scomparsa

Le ossa raccolte e repertate nel cimitero teutonico in Vaticano non possono appartenere a Emanuela Orlandi, perché sono sicuramente precedenti alla fine dell'Ottocento. E' quanto riferisce in una nota il Vaticano, dopo la conclusione delle operazioni al Campo Santo Teutonico, nell'ambito delle operazioni istruttorie relative al caso Orlandi.

Lo staff guidato da Giovanni Arcudi, alla presenza del perito di fiducia nominato dalla famiglia Orlandi, "ha completato l'analisi morfologica dei reperti ritrovati negli ossari", composti da diverse centinaia di strutture ossee parzialmente integre e migliaia di frammenti.

"Nel corso degli accertamenti di antropologia forense - sottolinea il Vaticano - Arcudi non ha riscontrato alcuna struttura ossea che risalga ad epoca successiva alla fine del 1800. Il consulente di parte - si aggiunge nella nota - ha avanzato richiesta di accertamenti di laboratorio su circa settanta reperti ossei" ma "Arcudi e la sua equipe non hanno avallato la richiesta, perché le medesime strutture ossee hanno caratteri di datazione molto antichi".

Per questi motivi, i campioni sono stati repertati e trattenuti presso il Comando della Gendarmeria a disposizione del Promotore di Giustizia vaticano. Nel dare comunicazione di queste operazioni, la Santa Sede conferma la propria "volontà di ricerca della verità sulla vicenda della scomparsa di Emanuela Orlandi" e smentisce "categoricamente che questo atteggiamento di piena collaborazione e trasparenza possa in alcun modo significare, come da alcuni talvolta affermato, una ammissione implicita di responsabilità. La ricerca della verità è interesse della Santa Sede e della famiglia Orlandi", si osserva.

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