Mercoledì, 17 Luglio 2024
Politica

Dal libretto postale alla speculazione: la Cassa depositi e prestiti

Formato in Senato un comitato di vigilanza con rappresentati di vari partiti sulla Cassa depositi e prestiti, il più grande salvadanaio dei risparmi dei cittadini. Ma cosa è esattamente Cdp?

"Il discorso è molto complesso ma i cittadini lo devono comprendere" spiega Francesco Molinari, senatore del Movimento 5 stelle, che ieri in Senato ha presentato in conferenza stampa il libro di Luca Martinelli e Antonio Tricarico "La Posta in gioco".

Avete presente i libretti di risparmio delle Poste? Dovete immaginare un enorme salvadanaio che li raccoglie tutti, ovvero i risparmi di 24 milioni di italiani che equivalgono circa a 235 miliardi di euro. E' questo il valore della Cassa depositi e prestiti, soldi che fino a poco tempo fa era la banca degli enti locali che promuoveva il risparmio e reinvestiva i fondi per il supporto e il miglioramento degli enti locali.

Da dieci anni non è più così: nel 2003 il governo Berlusconi tramite la legge 326 del 24 novembre trasforma la cassa in una società per azioni. Ciò implica che da un lato i cittadini continuano a risparmiare depositando soldi nella cassa tramite i libretti postali, dall'altro la cassa diventa una vera e propria holding che lavora "al servizio della crescita".

Ciò significa che se prima di tale provvedimento la Cdp era funzionale agli enti locali ai quali concedeva mutui a tassi agevolati per lo sviluppo di progetti a livello territoriale, oggi come Spa ha un bilancio consolidato e il suo obiettivo è quello di fare profitto, investendo i soldi dei risparmi dei cittadini. 

"La gestione di questi investimenti non è stata trasparente: il ministero del Tesoro detiene l'80% delle azioni di Cdp ed è lo Stato che decide come investire questi soldi" spiega Luca Martinelli. Come sono stati investiti? In grandi opere di costruzione, come il nuovo polo fieristico dell'EUR, per cui sono stati spesi già 256 milioni di euro e oggi alla Cdp se ne chiedono ancora 170. O con il gruppo Finiper a Milano, dove la Cassa diventerà azionista di 26 ipermercati. Per lo più per finanziare progetti gestite da altre società private insomma.

Non più un fondo per sostenere opere pubbliche, ma una holding che con soldi pubblici finanzia progetti privati: "Gli enti locali non chiedono più prestiti a Cdp perché da una parte sono schiacciati dal patto di stabilità interna, che non dà loro possibilità d'investimento. Dall'altra oramai i tassi con cui venivano fatti i prestiti non sono più agevolati e spesso sono meno convenienti di quelli proposti dalle banche commerciali" spiega Martinelli.

Ma gli autori di "La Posta in gioco" fanno anche delle proposte concrete per cambiare questo tipo di gestione dei risparmi di 24 milioni di italiani: "Si potrebbero emettere dei libretti di risparmio per finanziare progetti territoriali in modo che ogni cittadino che porta i propri risparmi in posta possa decidere dove investirli. Inoltre negli ultimi anni pare poco efficace il meccanismo di controllo pubblico nel campo delle politiche industriali" conclude Martinelli.

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