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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Lavoro

Fiat, due anni di cassa integrazione a Melfi

L'annuncio della Fiom: cassa integrazione dall'11 febbraio 2013 al 31 dicembre 2014. Marchionne: "Stiamo installando nuove linee e continueremo a produrre la Punto"

MELFI (POTENZA) - Cassa integrazione straordinaria dall'11 febbraio 2013 al 31 dicembre 2014 per la ristrutturazione dello stabilimento Sata del gruppo Fiat a Melfi, dove lavorano 5500 addetti. Lo ha reso noto la Fiom-Cgil. La "Cig" interesserà tutti i dipendenti e una linea di produzione per volta, a rotazione.

La ristrutturazione sarà avviata per permettere la produzione di due nuovi modelli già annunciati dalla Fiat. "L'avvio della ristrutturazione offre allo stabilimento di Melfi prospettive future molto concrete e lo impegna su una dimensione non solo più europea, ma mondiale e questo è l'aspetto più significativo e importante per una rapida uscita dalla crisi e di garanzia per il futuro del lavoro in Sata". Lo ha sottolineato il reggente della Fim Cisl Basilicata e coordinatore nazionale del gruppo Fiat, Leonardo Burmo.

"Con l'avvio della procedura di cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione (comunicata oggi alla Rsa, alle organizzazioni sindacali e alle istituzioni) parte la ristrutturazione dello stabilimento Sata del gruppo Fiat a Melfi per la produzione dei due nuovi modelli già annunciati dalla Fiat", ha aggiunto. Tuttavia, secondo Burmo, "la fase che si apre vedrà sicuramente un 2013 molto complicato per le note vicende legate al mercato dell'auto in particolare in Europa e in Italia".

MARCHIONNE: "NON VEDO IL PROBLEMA" - "Stiamo installando le nuove linee e continueremo a produrre la Punto". Lo ha detto il numero uno di Fiat, Sergio Marchionne, intervenendo da Detroit sulla richiesta di accedere all'istituto della cassa integrazione straordinaria per lo stabilimento di Melfi per due anni. "Non capisco quale sia il problema", ha dichiarato l'ad del Lingotto. "In Italia abbiamo molti problemi" ha detto Sergio Marchionne, l'amministratore delegato di Fiat e Chrysler, "ma non chiuderemo impianti come dimostra l'investimento che abbiamo annunciato a Melfi". Il manager italo-canadese ha piuttosto parlato di un processo di "razionalizzazione". "Abbiamo fatto il possibile in termini di ristrutturazione considerate le circostanze", ha concluso.

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