Martedì, 13 Aprile 2021

Antonio Catricalà: il suicidio e qual era il suo rapporto con Draghi

È stato trovato morto ieri poco dopo le 9 del mattino sul terrazzo di casa. La moglie ha chiamato subito la polizia. Era circolato il suo nome come sottosegretario per il nuovo governo. Ma aveva problemi di salute

Antonio Catricalà, 69 anni, avvocato e magistrato, è stato trovato morto ieri poco dopo le 9 del mattino dalla moglie Diana Agosti sul terrazzo di casa in via Antonio Bertoloni ai Parioli. Secondo quanto si apprende, la donna che era in casa al momento del suicidio del marito, ha riferito di aver udito lo sparo e prima di fare qualsiasi altra cosa ha chiamato le forze dell'ordine. 

Antonio Catricalà: perché si è suicidato e qual era il rapporto con Draghi

"Stamattina si è alzato presto. Poi ho sentito un colpo", ha detto la donna. Fino ad ora non sono stati chiariti i motivi che hanno spinto Catricalà a suicidarsi: se stesse vivendo un periodo di forte depressione o per altre ragioni di natura personale. Ma la moglie ha riferito alla polizia che da qualche settimana era preoccupato per un problema cardiaco per il quale era sotto osservazione medica. Questo problema di salute potrebbe avergli procurato uno stato d'ansia fino a spingerlo al suicidio. Secondo quanto è emerso dalle indagini, Catricalà questa mattina si è svegliato prima del solito, è uscito sul balcone e ha esploso un colpo portandosi la pistola alla tempia. La moglie ha sentito lo sparo ed è accorsa trovandolo riverso a terra. Con il corpo copriva la pistola usata per compiere il gesto, un revolver Smith & Wesson calibro 38, che deteneva regolarmente. Al momento gli investigatori escludono una malattia grave come possibile movente ma propendono più per l'ipotesi di una forma latente di depressione legata a problemi di salute. Per avere un quadro completo della situazione sarà eseguita l'autopsia. La salma di Catricalà si trova ora al Gemelli a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Il nuovo Dpcm di Draghi fino al 6 aprile, le 5 regioni che hanno chiesto zone rosse e l'ordinanza in arrivo

Nei giorni precedenti alla formazione del governo il nome di Catricalà era circolato come papabile nella squadra di Mario Draghi, con il quale aveva un rapporto di conoscenza. Poi al suo posto è stato scelto Roberto Garofoli. Sergio Rizzo oggi su Repubblica oggi commenta: "C’è stato pure chi nelle scorse settimane ha fatto il suo nome per il governo Draghi… Con quello che si è visto sarebbe stato uno scandalo?". Negli ultimi tempi era stato avvocato di Mediaset nella contesa con Vivendi di fronte al Consiglio di Stato, prima aveva fatto il viceministro allo Sviluppo Economico con Enrico Letta ed era stato sottosegretario a Palazzo Chigi con Monti e segretario generale con Berlusconi, oltre che capo di gabinetto con D'Alema e Amato e presidente per anni dell'Antitrust. Tanti i ruoli ricoperti nel corso della sua lunga carriera: tra i più importanti, magistrato del Consiglio di Stato, viceministro dello Sviluppo economico con delega alle comunicazioni nel governo Letta, presidente di Aeroporti di Roma dal 2017. Dal 18 febbraio era presidente dell'Istituto Grandi Infrastrutture. Catricalà collaborò in qualità di segretario generale della Presidenza del Consiglio. Silvio Berlusconi che si è detto "dolorosamente colpito" dalla sua scomparsa definendolo "un servitore dello Stato", "un protagonista della vita pubblica di alto livello". Un "dolore fortissimo" per il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta suo "grande amico" che ha ritenuto "un onore e un privilegio" lavorare con lui. "Incredula e scioccata" si è detta la leader di Fdi Giorgio Meloni. Parole di stima per Antonio Catricalà sono state espresse anche dal segretario del Pd Nicola Zingaretti che lo ha definito "di rara intelligenza e profondità" e la cui morte "colpisce e fa riflettere". 

I problemi di salute di Antonio Catricalà e la moglie Diana Agosti

La Procura di Roma ha rubricato, come atto dovuto, per istigazione al suicidio il procedimento avviato in relazione alla morte di Catricalà e sarà disposto un esame autoptico. Non sono trovati scritti o biglietti con le spiegazioni del gesto. Il 27 gennaio scorso su Mf aveva scritto un articolo dal titolo "Quella stretta via tra Stato e mercato per rilanciare l'Italia" nel quale citava proprio Mario Draghi: "Nel dibattito pubblico quando si discute dell'intervento dello Stato nell'economia si evoca il fantasma dell'Iri additandolo a esempio negativo", osservava: "Invece - aggiunge - dobbiamo ripartire proprio da quell'acronimo che indicava nella ricostruzione industriale la mission dell'Istituto. Siamo in una fase straordinaria, che richiede la mobilitazione di tutte le energie del Paese e l'abbandono di contrapposizione ideologiche".

L'emergenza, dunque "impone di concentrarci sulle condizioni dell'intero tessuto produttivo e sull'assetto che si intende dare al sistema economico italiano" e in questo quadro, secondo l'ex presidente dell'Antitrust, "l'intervento diretto dello Stato nelle imprese è infatti solo uno strumento da utilizzare, con attenzione, per ridare slancio a un'economia che da troppi anni stenta a crescere, con ciò ampliando in modo inaccettabile le diseguaglianze sociali". "Siamo davanti a un passaggio epocale durante il quale occorrerà contaminare modelli antitetici tra loro. Perché ha ragione il documento del G-30 coordinato da Mario Draghi a evocare 'una certa quantità di distruzione creatrice' e a prevedere che 'alcune aziende si ridimensioneranno o chiuderanno, altre apriranno; alcuni lavoratori dovranno cambiare imprese e settori con un appropriato re-training e assistenza nella transizione'. Ma non sarà il libero mercato a sprigionare la sua distruzione creatrice: sarà la mano, visibilissima, dello Stato a guidare la direzione. E non solo in Italia", concludeva.

Catricala' si era laureato con lode a 22 anni all'Università La Sapienza di Roma, aveva poi vinto il concorso in magistratura ordinaria (di anni ne aveva 24) e superato l'esame di abilitazione da avvocato. Dopo la laurea in Giurisprudenza aveva anche studiato Economia per due anni; quindi era stato nominato consigliere e presidente di sezione del Consiglio di Stato. Dopo aver insegnato alcuni anni Diritto privato alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli studi di Roma Tor Vergata, dal 2005 al 2011 aveva presieduto l'Antitrust e nel 2011 era stato nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio da Mario Monti. Nel Governo Letta, invece, era stato viceministro al Mise. Nel 2014 Catricalà era stato candidato alla carica di giudice della Corte costituzionale e nello stesso anno aveva deciso di dimettersi da presidente di Sezione del Consiglio di Stato per esercitare l'attività di avvocato. L'anno successivo era stato nominato presidente dell'Oam e nel 2017 era diventato presidente di Adr - Aeroporti di Roma.

Antonio Catricalà: il suicidio e la carriera come civil servant

Repubblica oggi ricorda che dopo la sua bocciatura nella corsa per la Corte Costituzionale Catricalà aveva lasciato la magistratura prima della pensione, un caso più unico che raro. Aveva aperto uno studio da avvocato con clienti prestigiosi:

C’è, per esempio, la Morgan Stanley chiamata in causa dalla Corte dei Conti per un affaruccio di qualche miliardo di derivati sui titoli pubblici italiani che il governo italiano sull’orlo della crisi finanziaria ha dovuto pagare alla banca d’affari per una rescissione unilaterale del contratto. Sgarbo avvenuto proprio mentre Catricalà era a Palazzo Chigi, dall’altra parte della barricata

Il Corriere della Sera invece ricorda che sei anni fa, sempre a febbraio, la polizia sventò un furto nella sua abitazione, da dove fuggirono tre uomini incappucciati. Aveva due figli e anche secondo il quotidiano la moglie ha riferito alla polizia che da qualche settimana era preoccupato per via di un problema cardiaco peril quale era sotto osservazione medica. Uno stato d’ansia che potrebbe essere alla base del gesto del marito.

La polizia, con la quale ieri hanno collaborato anche i Vigili del fuoco durante il sopralluogo nel palazzo, avrebbe acquisito alcuni documenti nello studio dell’avvocato per capire le ragioni del tragico gesto, visto che non avrebbe lasciato messaggi o biglietti d’addio.

La pistola con cui si è ucciso è un revolver Smith&Wesson calibro 38, regolarmente detenuta. Catricalà aveva anche una collezione di soldatini con 360 pezzi. Oggi le pagine dei giornali sono piene di necrologi per Catricalà. Tra chi ha voluto omaggiarlo con un ultimo saluto il Dipartimento di Biologia dell’Università di Roma Tor Vergata, il Presidente, il Consiglio e il Segretario Generale dell’AGCOM, lo Studio Chiomenti, il Presidente, Michele Crisostomo, e l’Amministratore Delegato, Francesco Starace e tutto il Gruppo Enel, il Presidente e i componenti dell’Associazione Antitrust Italiana, il Presidente Fabio Cerchiai, l’Amministratore Delegato Carlo Bertazzo, il Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale, il Management e tutti i lavoratori del Gruppo Atlantia, il Presidente Giuliano Mari, l’Amministratore Delegato Roberto Tomasi, il Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale, il Management e tutto il personale di Autostrade per l’Italia, il Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale, l’Amministratore Delegato, Marco Troncone, il Direttore Generale, Gian Luca Littarru, i dirigenti, i dipendenti del Gruppo ADR, la Redazione di Presa Diretta e anche una persona che non si è voluta firmare: "ciao Capo è stato un privilegio lavorare per te. La tua Goggi". 

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