rotate-mobile
Giovedì, 23 Maggio 2024
Disastroso incidente sul lavoro / Bologna

Strage sull'Appennino: chi sono gli operai morti e dispersi nell'esplosione alla centrale idroelettrica di Suviana

Una turbina è scoppiata all'improvviso. Da tutta Italia provenivano i lavoratori coinvolti. Le tre vittime accertate sono Petronel Pavel Tanase, 46 anni, da Torino, Mario Pisani, 74 anni, da Taranto e Vincenzo Franchina, 36 anni, da Messina. Quattro dispersi. Rischia di essere il più grave incidente sul lavoro dai tempi dell'incendio all'acciaieria ThyssenKrupp di Torino, 17 anni fa

Un boato ha scosso ieri pomeriggio la zona della centrale idroelettrica Enel di Bargi-Suviana, sull'Appennino bolognese. Poi la colonna di fumo a indicare che laggiù, alcune decine di metri sottoterra, era appena successo l'irreparabile. L'esplosione dopo un incendio partito da un trasformatore in uno dei due gruppi di produzione dell'impianto di Bargi. Erano 15 i lavoratori presenti in quel momento: 3 morti, 4 dispersi (poche speranze, ormai), 5 feriti, 3 illesi. Profondo cordoglio in tutto il Paese per l'ennesima strage sul lavoro: Mattarella ha auspicato che sia fatta piena luce.

Suviana, si cercano i dispersi: "Poche speranze di trovarli vivi"

Morti 3 operai, 5 feriti. Il bilancio peggiorerà inevitabilmente. Rischia di essere il più grave incidente sul lavoro dalla ThyssenKrupp di Torino, 17 anni fa. E avviene nell'impianto di una partecipata dallo Stato. Il disastro 20-30 metri sotto il lago. Le turbine erano state da poco sostituite. "Continue esplosioni, mi tremano le gambe. Un disastro, è un disastro impressionante", dicono i soccorritori. Tra macerie e acqua, si cercano i quattro dispersi. Le speranze di ritrovarli in vita sono poche. In tre sono rimasti illesi.

A Suviana si lotta contro il tempo, l'acqua e le macerie: "Poche speranze di trovare vivi i dispersi"

"Non stiamo lavorando con molte speranze di trovare vivi i dispersi, lo scenario che abbiamo davanti non ci dà questa idea" dice Luca Cari, dirigente comunicazione dei Vigili del fuoco.

Alcuni dei lavoratori si trovavano al livello -8: l'esplosione dell’alternatore in fase di collaudo li ha travolti in pieno. Gli altri erano al piano di sotto livello -9: la stanza si sarebbe riempita d’acqua e detriti in seguito al crollo del solaio. Sono ricostruzioni per forze di cose frammentarie e parziali. Ci vorranno giorni per capire esattamente cosa sia successo, e perché. Si trattava non di manutenzione ma di messa in opera di adeguamenti della centrale: una turbina è esplosa all'improvviso quando ormai si era alla fase di collaudo, dopo tanti mesi di lavori.

Petronel Pavel Tanase, Vincenzo Franchina, Mario Pisani

Da tutta Italia provenivano i lavoratori coinvolti. Le tre vittime accertate sono Petronel Pavel Tanase, 46 anni, residente a Settimo Torinese, Mario Pisani, 74 anni, residente a San Marzano di San Giuseppe (Taranto) e Vincenzo Franchina, 36 anni, di Sinagra, nel Messinese. Pisani, il più anziano, era un ex dipendente Enel, invece Tanase e Franchina lavoravano per le ditte impegnate nella manutenzione dell'impianto, Abb e Siemens. Franchina si era sposato un anno fa.

Esplosione in una centrale idroelettrica nel Bolognese, l'inferno 40 metri sottoterra

Video: il volo notturno dei vigili del fuoco. Soccorsi difficilissimi

Vigili del fuoco, polizia, carabinieri, 118 con ambulanze ed elicotteri sono intervenuti tempestivamente, ma lo scoppio ha interessato stanze sotto il livello del lago artificiale, sommerse dall’acqua e invase dal fumo e questo ha creato notevoli difficoltà nelle operazioni di soccorso. Due squadre specializzate nella ricerca sono sotto le macerie: dovranno operare fino a 40 metri sottoterra, su 70 di profondità della centrale, per recuperare i dispersi.

È intervenuta anche la protezione civile, che ha montato tre torri faro per le ricerche che sono proseguite per tutta la notte. I feriti sono stati ricoverati negli ospedali di Parma, Cesena, Bologna e Pisa.

La diga di Suviana non è interessata e non si rilevano danni.

esplosione alla centrale elettrica di Bargi-2

Un lago artificiale per l'energia elettrica: la storia della centrale

Siamo al confine fra Toscana ed Emilia-Romagna, il lago di Suviana è un celebre bacino artificiale costruito un secolo fa per lo sfruttamento dell'energia elettrica, diventato poi anche un luogo di attrazione turistica che, vista la relativa vicinanza alle aree metropolitane di Bologna e Firenze, richiama spesso chi vuole sfuggire al caos cittadino e, soprattutto in estate, alla calura, per una giornata nella natura. Sul lago si affacciano due centrali idroelettriche: Suviana e Bargi. È quest'ultima quella coinvolta nell'esplosione disastrosa di oggi.

I vigili del fuoco in azione a Suviana dopo l'esplosione

Quello di Bargi è un impianto di generazione/pompaggio composto da due gruppi di produzione da 165 MW ciascuno per una potenza installata di 330 MW. È il più grande a livello di potenza installata nella regione emiliano-romagnola e ha una funzione importante di regolazione, esercizio e gestione della rete elettrica nazionale. La centrale è per tre quarti sommersa. Il lago è nato dalla costruzione della diga, ultimata nel 1932, ed è alimentato dal torrente Limentra.

Il territorio comunale è quello di Camugnano e Castel di Casio. Si tratta di un impianto fortemente legato alla storia recente dell'Appennino, tanto che la sua costruzione venne inizialmente realizzata per alimentare la linea ferroviaria Bologna-Firenze di recente costruzione. La centrale di Bargi risale a una cinquantina di anni fa. La zona nei dintorni dei due laghi forma un parco regionale ed è considerata esempio di come ambiente ed energia pulita rinnovabile possano convivere. Il bacino di Suviana-Brasimone conta anche altri impianti idroelettrici, di minore importanza.

Soccorsi al lavoro tutta la notte

Tutti gli aggiornamenti in diretta anche su BolognaToday.

"Una tragedia che colpisce tutta la montagna italiana"

"La tragedia della diga di Suviana colpisce tutta la montagna italiana", dice  Marco Bussone, presidente dell'Unione nazionale comuni comunità enti montani (Uncem. "La centrale idroelettrica è una infrastruttura importante per la montagna italiana, per la nostra capacità energetica e per i territori dell'Appennino. Come ha detto il sindaco di Camugnano, Marco Masinara, oggi è stata colpita un'intera comunità, nostra e di Enel che qui ha un forte legame con tutte le persone che da anni lavorano alla centrale. Questa comunità ferita, questa montagna ferita nella sua profondità, ha bisogno della vicinanza di tutto il Paese - continua Bruzzone -  anche per fare chiarezza sull'incidente e per costruire un nuovo rapporto tra chi produce e custodisce i beni naturali, acqua e forza di gravità, e chi li utilizza e consuma", conclude.

Esplosione centrale Bargi Suviana, nuova strage sul lavoro (Foto BolognaToday)

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Strage sull'Appennino: chi sono gli operai morti e dispersi nell'esplosione alla centrale idroelettrica di Suviana

Today è in caricamento