Mercoledì, 21 Aprile 2021

Le nuove rivelazioni sulla morte di Cerciello Rega: "Anche il collega non aveva la pistola"

Davanti ai pm Andrea Varriale avrebbe ammesso di essersi presentato all'appuntamento disarmato

Il luogo dell'omicidio

Ci sono nuovi sviluppi nelle indagini sulla morte del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Secondo quanto riporta Fiorenza Sarzanini sul "Corriere della Sera", anche Andrea Varriale, collega del carabiniere ucciso, non avrebbe avuto con sé la pistola d'ordinanza. Interrogato dal procuratore reggente Michele Prestipino, Varriale avrebbe infatti ammesso: "Anche la mia pistola era nell’armadietto. Eravamo in borghese con bermuda e maglietta, l’arma si sarebbe vista".

Le armi dunque erano nell’armadietto: i due infatti erano in servizio antispaccio e, come ha spiegato il militare, si tratta di un'attività che viene svolta in borghese e con un abbigliamento, specie in estate, che renderebbe complicato il possesso della pistola senza far saltare la 'copertura'. Una versione ritenuta credibile dagli inquirenti.

Non solo: a leggere il verbale - scrive ancora il Corsera - accanto al corpo di Cerciello non c’era traccia neppure del tesserino di riconoscimento. Dentro al marsupio che Cerciello aveva con sé c'erano un mazzo di carte, delle chiavi, due banconote, alcune monete e un cellulare. Ma nessun tesserino. 

Il fatto che i due carabinieri si fossero presentati all’appuntamento disarmati potrebbe spiegare perché  Varriale non ha esploso neppure un colpo. Francesco Gargaro, comandante provinciale dei Carabinieri di Roma, aveva motivato così la mancata reazione del militare: "Primo, non c'è stato tempo di reagire. E secondo Varriale non poteva sparare ad un soggetto in fuga altrimenti sarebbe stato indagato per un reato grave".

In un video i 24 minuti dei due americani prima del delitto

Intanto, secondo AdnKronos, nelle ultime ore sarebbe emerso un nuovo video di quella notte. Un filmato  che copre i 24 minuti dall'uscita dall'hotel dei due diciannovenni americani Christian Gabriel Natale Hjort e Finningan Lee Elder fino a poco prima dell'incontro. Nelle immagini, depositate in vista del Riesame di Natale Hjort, si vedrebbero i due ragazzi camminare nervosamente, compiere una sorta di perlustrazione, passando avanti e indietro davanti a un bar, poi tra le auto in sosta in attesa dell'incontro.

Brugiatelli non era un informatore

Secondo quanto emerge dalle intercettazioni depositate, i due ragazzi che cercavano droga a Roma erano considerati dei "polli", ma non lo erano. Erano tutt'altro che sprovveduti. È quanto riporta la Repubblica. Nelle oltre 200 pagine depositate ci sono tutti i momenti di quella tragica serata. 

Dalle stesse carte emerge anche come Brugiatelli non sia mai stato un informatore e che, nei mesi precedenti, non ci sia mai stato alcun contatto con Cerciello Rega e Varriale. Anzi, nel pedinamento si intuisce come i Carabinieri non conoscano proprio l'uomo: "Ci sta il pelato che secondo me sta facendo da intermediario".

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