Martedì, 26 Gennaio 2021
Brasile

Cesare Battisti è già libero: la decisione del giudice brasiliano allontana l'estradizione

L'ex terrorista deve comparire mensilmente in tribunale per dimostrare la sua residenza e giustificare le proprie attività. Inoltre non può lasciare San Paolo, senza autorizzazione della giustizia. Gasparri: "Italia ritiri l'ambasciatore"

Il Tribunale regionale federale della terza regione (Trf-3) del Brasile ha disposto nella notte la scarcerazione di Cesare Battisti, l'ex militante italiano arrestato mercoledì scorso a Corumbà, nello stato di Mato Grosso do Sul, del quale il governo di Roma reclama l'estradizione. Lo riporta il sito internet del quotidiano O Globo.

In una nota, gli avvocati - Igor Sant'Anna Tamasauskas e Otavio Mazieiro - hanno affermato che stavano adottando "le misure necessarie per la liberazione di Battisti già da venerdì sera".

Il giudice ha disposto che Battisti firmasse un impegno a comparire mensilmente in tribunale per dimostrare la sua residenza, giustificare le proprie attività e non lasciare la città in cui vive, la zona interna di San Paolo, senza autorizzazione della giustizia. I legali avevano impugnato la decisione del Tribunale federale di primo grado, che aveva stabilito l'arresto provvisorio dell'attivista durante un'udienza svoltasi giovedì.

Battisti era stato arrestato con l'accusa di evasione in valuta estera, mentre tentava di attraversare la frontiera tra Brasile e Bolivia con 6mila dollari e 1.300 euro. Secondo il giudice Odilon de Oliveira, responsabile della sua detenzione, lo scrittore ed ex militante italiano ha precedenti "gravissimi". Nel 2010 il governo brasiliano aveva respinto una richiesta di estradizione dell'Italia nei suoi confronti.

La difesa di Battisti sostiene che il denaro, che gli è stato sequestrato, era compatibile con il viaggio insieme alle due persone che lo accompagnavano e non era superiore al limite legale. Ha inoltre sottolineato che Battisti non era destinatario di alcun provvedimento che gli vietasse di andare all'estero.

Come ha scritto O Globo, il governo Temer aveva predisposto un piano per rispedire Battisti in Italia, basandosi sull'arresto sollecitato dalla Giustizia federale.

Chi è Cesare Battisti

vittime cesare battisti
Una combo con le immagini da sinistra di Pierluigi Torreggiani e Lino Sabbadin (uccisi il 16 febbraio 1979), Antonio Santoro (ucciso il 6 giugno 1978) e Andrea Campagna (19 aprile 1978) . La corte di Cassazione nel 1991 ha confermato la condanna all'ergastolo di Cesare Battisti per gli omicidi delle quattro persone. ANSA

Esponente del gruppo Proletari armati per il comunismo (Pac), Cesare Battisti è stato accusato di aver preso parte a quattro omicidi in Italia: quello di un gioielliere, di un poliziotto, di una guardia carceraria e di un militante. I reati, che l'ex attivista nega, sono avvenuti tra il 1977 e 1979. Dopo due anni di carcere, Battisti riuscì a evadere a Roma nel 1981 e fuggì in Francia, vivendo nella clandestinità, e l'anno successivo in Messico. Nel 1987, fu condannato all'ergastolo in contumacia in Italia.

Tornò in Francia nel 1990, quando ex attivisti italiani furono accolti dall'allora presidente Francois Mitterand. Nel 2004 la sua condizione di status fu però revocata dal governo francese e Battisti si spostò in Brasile. Dopo tre anni nel Paese sudamericano, l'ex attivista fu arrestato a Rio de Janeiro. La sua condizione in Brasile mutò nel gennaio 2009, quando l'allora ministro della Giustizia Tarso Genro gli concesse lo status di rifugiato politico. Una decisione che provocò una crisi diplomatica tra Brasile e Italia, con Roma che richiamò anche l'ambasciatore nel Paese. Nel novembre dello stesso anno, il Tribunale supremo federale decise per l'estradizione di Battisti.
Ma nell'ultimo giorno di mandato, nel dicembre 2010, il presidente Luiz Inacio Lula da Silva firmò un parere per far restare l'ex attivista in Brasile; soltanto nel giugno 2011, l'italiano ha lasciato il carcere.

cesare battisti

Gasparri: "Vergogna Battisti libero, Italia ritiri ambasciatore"

"Indegna e sconcertante la decisione della magistratura brasiliana di liberare Cesare Battisti riconoscendone presunti diritti quando siamo di fronte a un terrorista assassino che gode di incomprensibili privilegi e che si era dato alla fuga. L'Italia, che ha strepitato con l'Egitto e con altri Paesi, si farà rispettare dal Brasile? Qualcuno richiamerà il nostro ambasciatore dopo questo schiaffo in faccia che ci arriva dal Brasile?". Lo chiede il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri.

"Un assassino - prosegue l'esponente di Fi - che dovrebbe scontare in Italia l'ergastolo al 41bis viene vezzeggiato dalle autorità brasiliane. Bisogna chiedere l'immediato rientro in Italia del nostro ambasciatore come si è fatto in altri casi.
Altrimenti il nostro governo si dimostrerà vile e insensibile alla memoria degli italiani massacrati dall'assassino Battisti.
Al Brasile va tutto il nostro biasimo. La scelta sarà pure della magistratura, ma le autorità politiche locali hanno il dovere di far sentire la loro voce. Andrò a Fiumicino ad accogliere il nostro ambasciatore che certamente il ministro Alfano farà rientrare immediatamente. Se non lo facesse si metterebbe al servizio di un assassino offendendo una volta di più la memoria degli italiani uccisi dal criminale Battisti".

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