Lunedì, 1 Marzo 2021
Roma

Cesare Paladino: i pm chiedono la condanna per il suocero di Conte

La norma "ad personam" del governo che lo salvava secondo i giudici non è retroattiva

Cesare Paladino e Olivia (foto da: Chi)

Cesare Paladino, padre di Olivia e padrone dell'Hotel Plaza di Roma, ha patteggiato nel 2019 una condanna a un anno e due mesi con pena sospesa per aver omesso il versamento di un contributo di soggiorno pari a due milioni di euro.

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Poi il governo nel decreto rilancio stabilì che non potevano essere accusati di peculato gli albergatori che non pagavano l'imposta e in molti parlarono di legge ad personam per favorire il suocero di Giuseppe Conte. Per i pubblici ministeri di Roma, però, non è così. Scrive oggi Repubblica che secondo i magistrati coordinati dall'aggiunto Paolo Ielo la norma non è e non può essere retroattiva: 

I magistrati coordinati dall’aggiunto Paolo Ielo hanno redatto un parere in cui forniscono la loro lettura della nuova legge. Che, certo, depenalizza quella condotta ma non il reato. Il che vuole dire una sola cosa: non vale per i fatti commessi prima del 19 maggio. Secondo i magistrati la nuova norma cambia la posizione dell’albergatore che non è più esattore ma obbligato in solido con il cliente.

In pratica, la tassa di soggiorno diventa un’imposta normale che deve essere versata l’anno successivo (probabilmente aumenterà l’evasione, ma questo è un altro problema). Insomma, sì, c’è stata una depenalizzazione perché «la condotta del gestore che non versa l’imposta non può più costituire peculato», ma non ha «efficacia retroattiva» e, soprattutto, «non può dirsi integrativo della norma penale, non avendo inciso sulla norma incriminatrice». Per la procura «non vi è abolitio criminis perché la norma sopravvenuta non espunge nella macro-categoria degli incaricati di pubblico servizio la sotto-categoria degli incaricati dalla riscossione delle imposte per conto di un ente pubblico». Chi ha commesso peculato prima del 19 maggio, continuerà il processo o, se già condannato, dovrà tenersi la condanna. E se è ha subito un sequestro non potrà riavere il denaro: il parere dei pm sul punto è «assolutamente negativo».

Intanto un Gip si è già espresso condannando un albergatore inadempiente. 

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