Venerdì, 19 Luglio 2024
Omicidio Yara

Yara, il presunto assassino fermato con l'alcol test: ma non è finita

Massimo Giuseppe Bossetti, l'uomo fermato per l'omicidio della ragazzina di Brembate Sopra, è stato trovato grazie a un alcol test: da lì è arrivata la prova regina. Ma il mistero non è ancora finito

ROMA - Per la scienza non ci sono più dubbi, o quasi: al 99,9999987% l'assassino di Yara Gambirasio è Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore quarantaquattrenne di Mapello fermato ieri per l'omicidio della ragazzina rapita e uccisa il 26 novembre 2010 a Brembate Sopra. Ma nel puzzle di una storia infinita, un mistero durato quasi quattro anni, manca ancora qualche tassello. Manca la storia di quella tragica sera, il racconto del presunto "mostro", il movente. Perché Yara, da tutti descritta come ragazzina riservata e schiva, avrebbe accettato di salire in macchina con il suo carnefice? Lo conosceva? Il Dna sembra aver detto anche che Giuseppe Bossetti potrebbe essere il nipote della colf di casa Gambirasio. A quel punto, immaginare che i due si fossero già incontrati potrebbe non essere sbagliato. E ancora: perché Bossetti, sposato e padre di tre bimbi, a prima vista un "insospettabile", si sarebbe accanito con tanta violenza su quella povera ragazzina, lasciandola morire di stenti in un campo di Chigolo d'Isola? Questo potrà dirlo solo lui. Ma per il momento "Ignoto 1" non risponde. Nonostante un alcol test sembri inchiodarlo alle sue responsabilità, lui non risponde e - giura il suo legale d'ufficio - "è sereno".

Sereno nonostante una notte in cella, dopo una giornata - quella di ieri - che potrebbe aver scritto la parola fine sul mistero di Yara. Perché per gli investigatori i dubbi sono pochi: vi sarebbe una "perfetta corrispondenza" tra il suo Dna e quello trovato sui leggings della piccola vittima. I carabinieri prima di muoversi con decisione hanno atteso, studiato e cercato la prova regina. Si è partiti dalle celle telefoniche. Il cellulare di Bossetti quel tragico pomeriggio è lì: nella zona della palestra di Yara. Può essere la pista giusta: si cerca, si indaga. Ma è necessario collegarlo a Giuseppe Guerinoni, l'autista di Gorno morto nel 1999 ed evidentemente padre biologico del killer dopo le analisi sul suo cadavere. Il cerchio, intanto, si stringe sempre più attorno all'uomo. E' un muratore, particolare fondamentale perché nelle vie respiratorie della vittima l'autopsia ha evidenziato resti di calce e altri materiali edilizi. E' il secondo indizio che fa svoltare le indagini. 

L’uomo viene tenuto sotto controllo, intercettato e pedinato. Domenica si passa all'azione: scatta il "controllo casuale". Mentre transita sulla strada verso Seriate i carabinieri fermano Massimo Giuseppe Bossetti e lo sottopongono all’alcol test. Poco importa se il muratore abbia bevuto, serve la sua saliva. Una traccia che possa dire se quell'uomo è davvero chi gli inquirenti credono. Il reperto viene inviato ai laboratori del Ris. Pochi minuti e l'insospettabile diventa mostro. "Match", dice la macchina: il Dna coincide. Bossetti è il figlio illegittimo di Giuseppe Guerino. Bossetti è "Ignoto 1". I carabinieri avvisano il magistrato, si decide di preparare il provvedimento di fermo. Ieri l’uomo viene prelevato dalla sua abitazione e portato in caserma.

Sembrerebbe tutto finito ma non lo è. C'è da ricostruire la storia di un uomo che dal suo vero padre ha avuto solo il nome. C'è da capire perché sua madre non abbia mai confessato prima di aver avuto una storia con Guerinoni. C'è da raccontare, anche in vista di un probabile processo, quello che è successo quel 26 novembre di quasi quattro anni fa. Aver preso il "mostro" potrebbe non bastare. Almeno per ora. 

Omicidio e misteri: il giallo di Yara Gambirasio

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