Sabato, 6 Marzo 2021
Torino

La sindaca Chiara Appendino condannata a un anno e sei mesi per i fatti di piazza San Carlo a Torino

Stessa pena per gli altri quattro imputati: per tutti le accuse erano di disastro, omicidio e lesioni colpose

La sindaca di Torino, Chiara Appendino, è stata condannata con rito abbreviato a un anno e sei mesi con sospensione condizionale della pena nel processo per i fatti accaduti il 3 giugno 2017 in piazza San Carlo durante la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid: due persone rimasero uccise e 1500 ferite nella calca che si scatenò durante la proiezione sul maxischermo della partita. Appendino era accusata di disastro, omicidio e lesioni colpose; per lei la Procura aveva chiesto un anno e 8 mesi.

Con la sindaca Appendino sono stati condannati sempre a un anno e sei mesi il suo ex capo di gabinetto, Paolo Giordana, l'allora questore Angelo Sanna, l'ex presidente di Turismo Torino, l'agenzia che prese in carico la creazione dell'evento, Maurizio Montagnese, ed Enrico Bertoletti, professionista che si occupò di parte della progettazione. Anche per Sanna, come per Appendino, l'accusa aveva chiesto una condanna a un anno e 8 mesi, due anni per Giordana, un anno e sette mesi per Montagnese e 3 anni e sei mesi per Bertoletti. Per tutti l'accusa è disastro, omicidio e lesioni colpose.

Chiara Appendino condannata: il messaggio su Facebook

Queste le dichiarazioni della sindaca Chiara Appendino subito dopo la sentenza: "È una decisione che accetto e rispetto, anche per il ruolo che rivesto. La tesi dell’accusa, oggi validata in primo grado dalla giudice, è che avrei dovuto prevedere quanto poi accaduto e, di conseguenza, annullare la proiezione della partita in piazza. È una tesi dalla quale mi sono difesa in primo grado e che, dopo aver letto le motivazioni della sentenza con i miei legali, cercherò di ribaltare in appello perchè è evidente che, se avessi avuto gli elementi necessari per prevedere ciò che sarebbe successo, l’avrei fatto. Ma così non fu e, purtroppo, il resto è cronaca".

"Non ve lo nascondo, questa tragica vicenda mi ha segnato profondamente", scrive Appendino. "Quei giorni e i mesi che sono seguiti, sono stati i più difficili sia del mio mandato da sindaca sia della mia sfera privata, personale. E il dolore per quanto accaduto quella notte è ancora vivo e lo porterò sempre con me. Con la stessa sincerità vorrei aggiungere ancora una cosa: a questi sentimenti, oggi, si somma anche una sensazione di amarezza. Perchè se è vero che la carica istituzionale che ricopro comporta indubbiamente delle responsabilità, alle quali non ho alcuna  intenzione di sottrarmi, è altrettanto vero che oggi devo rispondere, in quanto sindaca, di fatti scatenati da un gesto, folle, di una banda di rapinatori. Proprio sul difficile ruolo dei sindaci, sui rischi e sulle responsabilità a cui sono esposti, forse andrebbe aperta una sana discussione. Concludo questo messaggio con un grazie a tutte le persone che mi sono state vicine, soprattutto in questi giorni, e ai miei legali, fiduciosa di riuscire a far valere le nostre tesi nei prossimi gradi di giudizio".

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