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Lunedì, 20 Maggio 2024
Dettagli atroci / Oristano

Chiara Carta uccisa dalla madre: lunghi minuti di terrore, cosa è emerso dall'autopsia

L'esame autoptico è durato 7 ore. Non è stata strangolata con un cavetto dello smartphone. Sono state fatali alla tredicenne le decine di coltellate inferte dalla madre Monica Vinci a Silì, frazione di Oristano. La ragazzina ha cercato disperatamente di reagire, difendendosi invano

Non è stata strangolata con un cavetto dello smartphone. Sono state fatali a Chiara Carta le coltellate inferte dalla madre Monica Vinci. L'omicidio sabato scorso a Silì, una frazione di Oristano.

L'autopsia sul corpo di Chiara Carta, uccisa dalla madre a Silì

L'autopsia sul corpo della tredicenne, effettuata ieri all'ospedale San Martino di Oristano e durata ben sette ore, ha rilevato che la ragazzina è morta per emorragia a causa delle ferite e lesioni importanti agli organi vitali. Trenta coltellate, una decina delle quali da difesa. Chiara ha cercato di reagire, difendendosi invano per lunghi atroci minuti. Nessun segno di strangolamento o soffocamento.

Nei giorni scorsi il quotidiano locale La Nuova Sardegna aveva scritto che la tredicenne aveva chiamato aiuto per quindici minuti, ma nessuno aveva capito che in quell'appartamento di via Martiri del Risorgimento si stesse consumando una tragedia. A provocare l'emorragia fatale a Chiara sono stati i colpi al ventre che hanno raggiunto gli organi vitali, mentre le coltellate alle braccia e alle mani sono il risultato dello strenuo tentativo della ragazza di difendersi. Esclusa dunque la morte per soffocamento: il cavetto della batteria di un cellulare stretto intorno al collo sarebbe stato usato come una sorta di briglia per tenere ferma la giovanissima vittima. Ora il medico legale ha 90 giorni di tempo per l'esito degli esami istologici prima di consegnare la relazione al pm di Oristano, Valerio Bagattini, che coordina le indagini sul figlicidio.

Il corpo di Chiara è stato restituito al padre, Piero Carta, conosciuto agente della polizia locale di Oristano. I funerali sono stati fissati per domani, giovedì 23 febbraio. Saranno celebrati nella chiesa parrocchiale di Silì. Monica Vinci non è ancora stata interrogata. Rimane piantonata all'ospedale San Martino di Oristano, dove è stata trasferita dal reparto di Psichiatria di Sassari dove era stata inizialmente ricoverata, dopo il tentativo di suicidio. Dovrà rispondere di omicidio volontario.

Il giallo del movente

Monica Vinci e Piero Carta, vigile urbano molto conosciuto a Oristano, erano separati da tempo. La donna aveva sofferto di depressione in passato. La 13enne Chiara viveva con la madre, ma negli ultimi tempi "la ragazza si era avvicinata di nuovo al padre - ha detto l'avvocato Filippo Cogotti, che tutela Piero Carta - ed era nostra intenzione ad aprile, quando sarebbero decorsi i termini per il divorzio, presentare una nuova istanza di affido. Ma c’è anche dell’altro: Chiara al compimento dei 14 anni, il prossimo 24 marzo, avrebbe potuto esprimere la sua preferenza davanti al giudice e decidere se stare con la madre o con il padre".

Una ipotesi senza conferme, che nei giorni scorsi è stata riportata con ampio spazio da tutti i media locali. Monica Vinci, temendo di perdere la figlia, l'assegno di mantenimento e la casa potrebbe aver deciso di uccidere la povera Chiara e di tentare di togliersi poi la vita. Ma il volo dal primo piano le ha provocato ferite e traumi non mortali.

Il messaggio del padre Piero Carta

Il padre della vittima ha affidato nei giorni scorsi ai social un ultimo messaggio, rivolto alla figlia: "Amore di papà, il mio cuore vuole comunicare con la tua anima. Ascoltami figlia mia, la tua vita è stata interrotta a una tenera età. Papà non ti dimenticherà mai. Continuerai a essere il primo pensiero del giorno. Ho grandi progetti per fare in modo che tu possa essere sempre ricordata ed essere un valido aiuto per gli altri. Ciao amore mio, ti amo".

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