Martedì, 15 Giugno 2021
Il caso / Stati Uniti d'America

"Chico Forti è stremato": perché non è ancora tornato in Italia?

Nuovo appello accorato dello zio. A cosa è dovuto il ritardo dopo l’annuncio di sei mesi fa fatto da Luigi Di Maio? Tutta colpa di problemi burocratici; il 62enne produttore televisivo e velista detenuto dal 2000 negli Stati Uniti dove sta scontando una condanna all’ergastolo per omicidio, nell’ambito di una vicenda giudiziaria ricca di punti oscuri

Da mesi nessuno dà più notizie. I familiari chiedono che non si spengano i riflettori sul caso di Chico Forti. Poco prima di Natale Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, annunciò il ritorno in Italia di Chico Forti, il 62enne produttore televisivo e velista detenuto dal 2000 negli Stati Uniti dove sta scontando una condanna all’ergastolo per omicidio, nell’ambito di una vicenda giudiziaria ricca di punti oscuri (Chico si è sempre dichiarato innocente).

Perché Chico Forti non è ancora tornato in Italia?

Il Governatore della Florida aveva accolto l’istanza di Chico di avvalersi dei benefici previsti dalla Convenzione di Strasburgo e di essere trasferito in Italia, ma poi la situazione sembra essersi arenata. I mesi passano e non c’è ancora una data ufficiale del ritorno. Gianni Forti, zio dell’imprenditore italiano, lancia un accorato appello attraverso le agenzie di sampa. Appello ripreso oggi da gran parte del mondo mediatico italiano: "Chico ormai è allo stremo. Sì è vero, è un combattente nato. Ma stavolta è al limite. In questi mesi di pandemia, abbiamo avuto anche problemi a sentirlo con continuità. E’ isolato dal mondo. Poco prima di Natale dell’anno scorso, il ministero degli Esteri aveva annunciato che il trasferimento in Italia ormai era cosa fatta. Bene - continua - ad oggi solo silenzio. Questa tragedia familiare, oltre che giudiziaria, non ha fine. A questo punto siamo costretti a chiedere al governo risposte certe".

A cosa è dovuto il ritardo dopo l’annuncio di Di Maio? Tutta colpa di problemi burocratici: i documenti, che il dipartimento della giustizia degli Stati Uniti avrebbe dovuto mandare al ministero della Giustizia per accordarsi sulla commutazione della pena e relativo trasferimento, non sarebbero mai arrivati a Roma. "Senza questi documenti Chico non può rientrare - continua Gianni Forti - Dall’annuncio del ministro Di Maio sembrava che sarebbero passate poche settimane, lo aspettavamo il 14 febbraio per il compleanno della mamma che ha compiuto 93 anni, poi a Pasqua, infine a maggio. Invece, ancora niente. Siamo fermi al palo".

Chico si trova ancora in un carcere statale della Florida

"L’ultima mail di Chico Forti - prosegue lo zio -  è della settimana scorsa: si trova ancora in un carcere statale della Florida. Per l’estradizione in Italia deve essere prima trasferito in una prigione federale dal Dipartimento di giustizia americano. Se il governo italiano non sollecita gli americani, loro di certo non si fanno prendere dalla fretta. La Farnesina ha fatto il suo lavoro, ora deve farlo il ministero della Giustizia. Se la prima lettera alle autorità americane non ha avuto risposta, spero che la ministra Cartabia ne invii un’altra. Ormai le mail di Chico arrivano a singhiozzo. Nell’ultima, a parte cose personali, ha scritto che ha piena fiducia che le istituzioni italiane accorceranno il più possibile la sua attesa. Ma si capisce che è una situazione atroce".

Nel febbraio del 1998 Dale Pike, dal quale Chico stava acquistando il Pikes Hotel, a Ibiza, viene trovato assassinato sulla spiaggia di Sewer Beach, Miami. Chico viene accusato e processato. Il 15 giugno 2000 l'ex produttore televisivo e velista è stato condannato all'ergastolo per un delitto del quale si è sempre professato innocente. "Non conoscevo Dale, non avevo motivi per eliminarlo" ha sempre detto Chico Forti.

Anche la mamma Maria, 93 anni, lancia un nuovo appello: "Non lo vedo dal 2008, ormai non mi resta molto tempo. E' fondamentale l’intervento del Governo per sbloccare gli ostacoli burocratici". Chico da mesi aspetta da un giorno all'altro la buona notizia. L'attesa però sta diventando infinita.

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