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Giovedì, 2 Febbraio 2023
Immigrazione / Somalia

Chiede lo status di rifugiato ma viene fermato: "È un pirata"

Un 24enne somalo identificato per il sequestro della petroliera "Savina Caylyn" nel 2011

Sperava di essere riconosciuto in Italia come rifugiato ma il rilevamento delle impronte gli è stato fatale: i carabinieri del Ros, insieme ad agenti Digos, hanno fermato M.F., 24enne della Somalia.

L’accusa - riferisce Askanews - è di aver fatto parte dei pirati che nel 2011 sequestrarono la petroliera italiana “Savina Caylyn” nel Golfo Persico. M.F. aveva chiesto lo status di rifugiato a Caltanissetta, dove era trattenuto al Centro di permanenza “Pian del Lago” per i rimpatri.

Il confronto delle sue impronte digitali con quelle a suo tempo raccolte sulla nave ha però consentito di riconoscerlo come uno degli appartenenti al “commando”, composto da una cinquantina di pirati, che l’8 febbraio 2011 assaltò, con armi automatiche e lanciarazzi, la “Savina Caylyn” al largo della Somalia, sequestrandola con tutto l’equipaggio composto da 5 italiani e 17 indiani, che vennero trattenuti a bordo per più di 10 mesi. Soltanto il 21 dicembre dello stesso anno, infatti, dopo lunghe trattative si giunse al rilascio di uomini e nave.

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