Martedì, 15 Giugno 2021
Religione

Verso il Sinodo, la Chiesa apre a gay, coppie di fatto e divorziati

"Il Vangelo della famiglia deve tener conto della sensibilità del nostro tempo", si legge nel documento base del Sinodo di ottobre. "Ogni persona va rispettata nella sua identità, a prescindere dalla tendenza sessuale"

"Nella società odierna si osservano disposizioni differenti. Solo una minoranza vive, sostiene e propone l'insegnamento della Chiesa cattolica sul matrimonio e la famiglia, riconoscendo in esso la bontà del progetto creativo di Dio. I matrimoni, religiosi e non, diminuiscono ed il numero delle separazioni e dei divorzi è in crescita". La famiglia, perno della società, resta il legame indissolubile da difendere sempre.

Ma nel documento base del prossimo Sinodo di ottobre dedicato appunto alla famiglia, non mancano delle aperture ai gay, alle coppie di fatto e ai divorziati. "Il Vangelo della famiglia offre un ideale di vita che deve tener conto della sensibilità del nostro tempo e delle effettive difficoltà a mantenere gli impegni per sempre" si legge nel testo, l'Instrumentum laboris pubblicato oggi dal Vaticano.

FAMIGLIE IRREGOLARI - Molti i riferimenti circa la necessaria accoglienza e "misericordia" nei confronti di forme di famiglie irregolari. Per far cadere le "forme di esclusione attualmente praticate nel campo liturgico-pastorale, in quello educativo e in quello caritativo" nei confronti delle coppie di divorziati risposati.

IL PASSAGGIO SUI GAY - "Si ribadisce che ogni persona, indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con sensibilità e delicatezza, sia nella Chiesa che nella società".

"Sarebbe auspicabile che i progetti pastorali diocesani riservassero una specifica attenzione all'accompagnamento delle famiglie in cui vivono persone con tendenza omosessuale e di queste stesse persone" si legge ancora, a mo di chiosa di un paragrafo del documento. 

NO ALLE NOZZE GAY - Il cardinale Peter Erdo, arcivescovo di Budapest e relatore generale della assemblea di ottobre, ha però poi precisato alla stampa: "L'attenzione pastorale e il matrimonio gay sono due cose diverse".

Non manca un riferimento alla cosiddetta teoria del gender, quando si parla di "teorie secondo le quali l'identità personale e l'intimità affettiva devono affermarsi in una dimensione radicalmente svincolata dalla diversità biologica fra maschio e femmina. Nello stesso tempo, però - prosegue il testo - si vuole riconoscere alla stabilità di una coppia istituita indipendentemente dalla differenza sessuale la stessa titolarità della relazione matrimoniale intrinsecamente legata ai ruoli paterno e materno, definiti a partire dalla biologia della generazione".

"E' certamente necessario un migliore approfondimento umano e culturale, non solo biologico, della differenza sessuale, nella consapevolezza che - conclude il ragionamento citando Papa Francesco - 'la rimozione della differenza (...) è il problema, non la soluzione'".

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