Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

"Mi violentavano a turno tra le risate": la verità della ragazza che accusa di stupro Ciro Grillo e i suoi amici

I verbali della 21enne italo-norvegese chiamano in causa il figlio di Beppe, Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria: "Mi hanno chiamato cagna, non riuscivo a ribellarmi, ero come anestetizzata"

È stata insultata e picchiata. Non ha gridato per paura. E perché si sentiva morire. La verità della ragazza che accusa Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia di averla violentata nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2019 nella casa di Beppe a Porto Cervo in Sardegna è cristallizzata nei due interrogatori davanti ai magistrati di Tempio Pausania. 

"Mi violentavano a turno tra le risate": la verità della ragazza che accusa di stupro Ciro Grillo e i suoi amici

Nel verbali la studentessa italo-norvegese spiega cosa è successo. Il primo interrogatorio è andato in scena nell'ottobre del 2019. Racconta che la sua amica era andata a dormire e lei era rimasta con i quattro. Uno di loro, ovvero Francesco Corsiglia, le ha chiesto di andare in camera per prendere una coperta. Quando sono entrati in camera l'ha spinta sul letto, si è appoggiato a lei e ha tentato di violentarla. Lei è riuscita a scappare e ha raggiunto gli altri, che le hanno detto che avrebbe potuto tornare in camera a dormire da sola. Ma poi il ragazzo è tornato: "Si è ributtato su di me, è riuscito a trattenermi e mi tirava i capelli, mi aveva immobilizzata... Non è riuscito ad avere un rapporto completo, ha continuato a provare... I suoi amici erano dietro la porta e ridevano, ma non intervenivano". 

La ragazza poi spiega di aver raggiunto il bagno e qui di essere stata braccata da Corsiglia: "mi ha lanciato il suo asciugamento addosso, me l'ha tirato addosso. Sono scoppiata a piangere e loro pur avendo visto tutto continuavano a ridere...". Dice di averlo detto alla sua amica che però ha risposto facendo spallucce ed è tornata a dirmire. Spiega di aver accettato di andare a comprare le sigarette perché pensava che così l'avrebbero riportata a casa. Invece quando tornano nella villa l'incubo ricomincia. "Io non sapevo cosa fare e allora mi sono seduta, avevano un gazebo… ho iniziato a parlare con i due ragazzi che prima mi avevano chiesto come stessi e per distrarmi mi hanno offerto da bere, mi hanno tenuto la testa e fatto bere metà bottiglia di vodka…".

La ragazza dice che ha cominciato a girarle la testa: è stata spinta e sopraffatta e costretta a fare sesso di gruppo: "Sentivo che si davano il passaggio e dicevano “ehi dài dài, fai veloce tocca a me”… e cose del genere. Io non riuscivo più a gridare, non sentivo più forza nel corpo, ero distrutta. E dopo non so, ho visto nero, non so più cosa sia successo e mi sono risvegliata al mattino, in un altro letto e in un’altra stanza". 

"Ero terrorizzata ma non riuscivo a urlare"

Nell'audizione successiva, che si svolge nel febbraio del 2020, il pubblico ministero chiede alla ragazza di spiegare la frase 'mi hanno costretta a bere' e lei spiega: "È come se me lo avessero imposto prendendomi la testa. Mi sono lasciata andare per paura ma non capivo più niente, non sapevo cosa stessi bevendo, mi sentivo morire dentro". Durante il primo rapporto con Corsiglia lui l'ha chiamata "stronza" e "cagna" e gli altri "si affacciavano e ridevano". E ancora: "Mi è venuto in mente di urlare ma non ci riuscivo". 

Per quanto riguarda il sesso di gruppo, la ragazza dice: "Il mio corpo era come se fosse anestetizzato. Provavo a tirarmi su, anche con la testa, poi ho iniziato a vedere nero e sono svenuta. Cioè mi son spenta, ho visto nero..". Venti giorni fa i pubblici ministeri hanno chiuso le indagini, accusando i quattro ragazzi di violenza sessuale di gruppo aggravata dall’uso degli alcolici. Si attende la richiesta di rinvio a giudizio che, molto probabilmente, slitterà ancora di qualche settimana. I legali di Grillo jr, Capitta e Lauria, infatti, hanno chiesto alla procura di sottoporre i tre a un nuovo interrogatorio.

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