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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Civitavecchia

Segregata per 3 giorni e violentata, arrestato compagno

La donna è riuscita alla fine a scappare e a chiedere aiuto in un negozio: i carabinieri hanno ricostruito tutte le sevizie

Ha segregato in casa per tre giorni la compagna, violentandola ripetutamente, picchiandola e minacciandola: succede a Civitavecchia, dove i carabinieri hanno arrestato un 39enne già noto alle forze dell'ordine.

A quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima, una 36enne, è stata ferita con un coltello da cucina alle braccia, picchiata al viso e ai fianchi, costretta a soddisfare le richieste sessuali del suo aguzzino, legata al letto con nastro adesivo e le è stato sfregato un peperoncino sugli occhi. Un’efferatezza e una crudeltà gratuita ricostruite e documentate da carabinieri e procura, che hanno spinto il gip di Civitavecchia a firmare un’ordinanza di custodia in carcere per il 39enne.

L’incubo per la donna è iniziato dopo pochi giorni di convivenza con l’uomo ed è finito solamente nel tardo pomeriggio di sabato scorso, quando, dopo quasi tre giorni di torture, il 39enne si è allontanato da casa. Senza telefono cellulare, la donna è riuscita a liberarsi, è uscita in strada e si è rifugiata in un vicino negozio, chiedendo aiuto. Il titolare ha immediatamente contattato il 112, segnalando la situazione della donna: all’arrivo dei carabinieri la donna è stata fatta salire sull’ambulanza e portata al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo di Civitavecchia, dove i medici hanno riscontrato le violenze.

Quando il 39enme è tornato a casa, la notte stessa, si è accorto che la donna era fuggita ed è scappato, non prima di usare il telefono di lei per inviarsi messaggi minatori e screditarne così la denuncia. Alla fine l’uomo, braccato dai carabinieri, domenica mattina si è presentato spontaneamente in caserma: la perquisizione domiciliare effettuata in seguito dai militari ha portato alla luce indumenti intimi della donna, il coltello e i peperoncini utilizzati per seviziarla, le lenzuola sporche di sangue e tracce biologiche in varie stanze.

   Il 39enne deve rispondere di sequestro di persona, lesioni personali continuate e pluriaggravate e violenza sessuale. La donna nel frattempo è stata affidata alle cure di un centro anti violenza per ottenere supporto psicologico ed economico.

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